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lunedì 30 maggio 2016

LA STORIA SIAMO NOI — il Blog di Mario Mannucci

Mario Mannucci

MARIO MANNUCCI - Giornalista e scrittore storico, racconta di Pontedera e della Valdera dai tempi antichi ai giorni nostri con un linguaggio comprensibile a tutti evidenziando "segreti", personaggi e storie che hanno caratterizzato il territorio

Machiavelli e Pio IX a Pontedera

di Mario Mannucci - mercoledì 04 marzo 2015 ore 17:52

26 agosto 1857, Pio IX ospite dei Marchesi Niccolini

Ammenoché non la conoscesse già, nel marzo del 1499 Nicolò Machiavelli conobbe Pontedera. Ci venne come segretario della Repubblica Fiorentina, i Medici erano stati cacciati e torneranno soltanto anni dopo, per incontrare Iacopo IV d'Appiano, signore di Piombino e alleato di Firenze, acquartierato con le sue truppe proprio a Pons ad Heram, ancora chiusa fra le mura che saranno abbattute mezzo mezzo secolo dopo.

I d'Appiano erano 'contadini' originari di Pons Sacci (Ponsacco) con possedimenti agricoli nella zona nord fino alla Borra. Passando da ruoli importanti a Pisa fecero poi una grande fortuna acquisendo titoli nobiliari e vasti possedimenti in Italia e all'estero. Nell'incontro a Pontedera, Nicolò e Iacopo parlarono di come riconquistare Pisa che ancora una volta, ma per l'ultima volta, era riuscita a togliersi di dosso il dominio di Firenze, sotto il quale tornerà presto e definitivamente. 

Chi sa quanti giorni il segretario fiorentino sarà rimasto in riva all'Arno e all'Era, mentre è sicuro che l'ambiente, diciamo così, non deve essergli piaciuto molto, visto che per lettera consigliò un amico milanese a non passare da Pons ad Heram per venire a Firenze perché 'là è in agguato la malaria'. Male in agguato anche da altri parti ma soprattutto in zone paludose come a quei tempi era Pontedera. 

Fu invece brevissima la visita di Pio IX, il Papa che nel '48 era sembrato patriota risorgimentale anche lui ma che ben presto diventò difensore estremo dello stato temporale della chiesa, preferendo poi (XX settembre 1870) le cannonate dai bersaglieri a Porta Pia piuttosto che cedere 'volontariamente' Roma. Pio IX scese alla stazione di Pontedera il 26 Agosto 1857, tre anni prima che anche la Toscana aderisse al regno italico sabaudo, e percorrendo in carrozza l'attuale via della vecchia stazione (soprelevata e situata dove ora c'è il sottopasso ferroviario che porta alla Montagnola e la Bellaria) raggiunse il Piazzone. Dove già erano stati realizzati alcuni dei grandi palazzi che ancora lo caratterizzano e dove il comune aveva aveva realizzato un palco. 

Da lì il Papa benedisse i pontederesi 'festanti' - qualcuno, in verità, parlò anche di qualche fischio - poi risalì in carrozza imboccò via Ferdinanda (oggi il Corso), la percorse tutta fino a piazza dei Cavalieri (oggi Cavour) per imboccare via dei Cappuccini (oggi Roma). Qui si si fermò davanti alla locanda della famiglia Leoncini dove si trattenne giusto il tempo per lavarsi, cambiarsi d'abito e, dice la tradizione, per espletare una funzione fisiologica. E il locandiere ebbe per riconoscenza un attestato con relativa benedizione speciale, documento chi sa dove finito ma che anche lo scomparso monsignor Vasco Bertelli aveva avuto modo di vedere e leggere. 

Il viaggio proseguì per Ponsacco e Camugliano dove il Papa fu ospite dei marchesi Niccolini dalla cui villa benedisse la folla - come attesta una storicissima fotografia, una delle più antiche in Toscana - e infine verso Volterra, vera meta del Papa che da tempo sentiva il bisogno di tornare nella città etrusca dove aveva studiato da bambino. 


Post Scriptum: qualche lettore, e lo ringraziamo, ha chiesto perché del cappellino marinaresco in testa e il sasso in mano che compare nell'immagine dell'autore di queste noterelle storiche. Bene, il cappellino serve per fare un po' di scena durante le gite in battello sull'Arno di cui chi scrive è guida insieme a Michele Quirici, mentre il sasso è nientemeno che una pietra verrucana delle mura di Pontedera abbattute dai fiorentini a metà del 500. Pietra ritrovata durante gli scavi per il parcheggio sotterraneo in piazza del Duomo

Mario Mannucci

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