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lunedì 26 settembre 2016

LA STORIA SIAMO NOI — il Blog di Mario Mannucci

Mario Mannucci

MARIO MANNUCCI - Giornalista e scrittore storico, racconta di Pontedera e della Valdera dai tempi antichi ai giorni nostri con un linguaggio comprensibile a tutti evidenziando "segreti", personaggi e storie che hanno caratterizzato il territorio

​Meglio il sindaco volontario ?

di Mario Mannucci - sabato 22 agosto 2015 ore 00:22

Tutto si potrà dire delle amministrazioni comunali di Pontedera dell'ultimo mezzo secolo, meno che siano instabili. 

L'ultima crisi risale infatti dai tempi del sindaco Alberto Carpi, esattamente cinquant'anni fa, e da allora ci sono stati soltanto pochi ricambi di assessori ma i sindaci Giacomo Maccheroni, Carletto Monni, Enrico Rossi e Paolo Marconcini sono rimasti in carica al limite di quanto è consentito. Mentre l'attuale sindaco Simone Millozzi, al secondo mandato, non vede certo pericoli all'orizzonte. 

Dal dopoguerra e soprattutto da cinquant'anni a questa parte, i sindaci e una parte degli assessori pontederesi e anche di alcuni comuni più piccoli sono politici professionisti - pur senza stipendi d'oro e neanche tanto argentati: oggi siamo sui 2000 euro per il primo cittadino - e anche questo contribuisce alla stabilità. Però una (cospicua?) parte del popolo non vede più di buon occhio la classe politica e anche in Valdera qualche sindaco si è recentemente autoridotto il compenso. 

Un bene? Un male? Meglio sindaci professionisti oppure no, come è successo per i primi 85 anni dell'Italia unita e anche in precedenza? Il famoso 'Cav. Uff. Ing.' Luigi Bellincioni, l'architetto (ma questo titolo accademico era ancora da venire) che più ogni altro ha lasciato il segno a Pontedera e nella Valdera con i suoi palazzi, campanili, camposanti e di tutto un po', si dimise da sindaco, era al secondo mandato, quando, a cavallo tra '800 e '900, non gli fecero realizzare il canale di collegamento tra l'Arno pontederese e il canale Emissario di Fornacette. Canale che avrebbe accorciato il percorso delle barche (a remi) e dei navicelli (a vela) tra Pontedera e Livorno perché non sarebbe stato più necessario andare a Pisa e poi prendere il mediceo e tuttora esistente canale dei Navicelli. 

Anche ora si studiano percorsi ferroviari o acquatici diretti tra Pontedera e il porto labronico, ma siamo soltanto ai progetti. Inoltre, nelle amministrazione comunali di fine '800 inizi '900 ci furono ripetute crisi, e soprattutto consigli comunali semideserti per contrasti e qualche volta per assenteismo allo stato puro, anche per la lunga 'lite' fra liberali progressisti e liberali conservatori sul monumento ad Andrea da Pontedera, la cui 'pontaderesità', e non pisanità, venne proclamata proprio a quei tempi da un professore livornese dell'università di Pisa. (Ma a Pisa continuano a non essere d'accordo). 

Per i liberali progressisti era un'opera troppo costosa e sarebbe stato meglio impiegare quelle risorse per un asilo. Per la parte conservatrice era invece il contrario. Finì che vennero realizzati tutti e due i progetti ma il monumento fu inaugurato sul piazzone (poi venne trasferito in piazza ex Belfiore, dove tuttora è) soltanto nel 1908. Quasi vent'anni dopo il lancio del progetto. Anche in epoca fascista e dei sindaci che si chiamavano podestà ci furono diverse crisi comunali, una addirittura con contenuti a luci rosse che arrivò anche sul tavolo di Benito Mussolini perché il gerarca pisano Guido Buffarini Guidi (poi morto come Mussolini per mano partigiana e come lui impiccato per i piedi sul distributore di piazzale Loreto a Milano) voleva far cadere il podestà pontederese e il suo patrocinatore, Lando Ferretti, già capo ufficio stampa del Duce. 

Insomma, e qui si torna alla domanda iniziale, meglio che la politica stipendi i suoi rappresentanti nelle istituzioni anche locali in modo da assicurare a tutti questa possibilità oppure è preferibile che sindaci, presidenti e così via, svolgano da volontari cariche e ruoli , avendo evidentemente altri introiti per campare.

Ai posteri, avrebbe detto Alessandro Manzoni, l'ardua sentenza. Ma in politica conta l'oggi o semmai il domani, non il già troppo lontano dopodomani.

Mario Mannucci

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