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domenica 26 giugno 2016

LA STORIA SIAMO NOI — il Blog di Mario Mannucci

Mario Mannucci

MARIO MANNUCCI - Giornalista e scrittore storico, racconta di Pontedera e della Valdera dai tempi antichi ai giorni nostri con un linguaggio comprensibile a tutti evidenziando "segreti", personaggi e storie che hanno caratterizzato il territorio

​Rifugiati di ieri di oggi

di Mario Mannucci - giovedì 17 settembre 2015 ore 13:00

Mario Marianelli

Mentre per rispondere all'appello di Papa Francesco anche i parroci pontederesi studiano in collaborazione del comune soluzioni per ospitare famiglie di profughi ( categoria ufficialmente catalogata come fuggitiva da guerre o persecuzioni ma difficilmente distinguibile fino in fondo dagli emigranti) tornano alla memoria i profughi di decenni fa.

Nel 1979 arrivò a Pontedera, prelevata dall'allora parroco Vasco Bertelli al centro di raccolta di Latina, una famiglia del Vietnam del Sud da poco conquistato, o liberato, secondo le opinioni e visioni politiche, dal Vietnam del Nord a regime comunista e aiutato dalla Russia. Mentre il Sud era nell'area e 'sotto' l'esercito, americano dopo esser stato sotto quello francese. La guerra del Vietnam fu per vent'anni la punta dell'iceberg della guerra fredda fra il mondo comunista e quello occidentale. Ma a conflitto finito, i vietnamiti anticomunisti del Sud, magari ex collaborazionisti degli americani, presero a fuggire in massa a bordo di barche, il cosiddetto 'beat people'. Furono soccorsi da diversi Stati non comunisti, fra i quali l'Italia che inviò la marina militare, come fa ora, e la famiglia Tin Tran approdò a Pontedera. 

Monsignor Bertelli la sistemò in un piccolo appartamento di servizio sotto il tetto del duomo, lato opposto al campanile, impiegando marito e moglie come sacrestani. Poi i Tin Tran si comprarono casa a Fornacette e dopo una decina d'anni si trasferirono in America con sei figlioli, dei quali quattro nati a Pontedera. Erano stati accolti con entusiasmo dagli anticomunisti pontederesi e si fecero molti amici nell'ambito della parrocchia.

Ma tredici anni prima altri profughi anticomunisti erano già arrivati in provincia ed erano comparsi davanti la Piaggio addirittura con dei cartelli appesi sul petto. Una vicenda significativa del clima di quei tempi (quando anche i comunisti e i socialisti pontederesi ospitavano spesso delegazioni di perseguitati anticomunisti ed esponenti dei Paesi 'rossi') che ci racconta Mario Marianelli, già vicesindaco comunista. Al quale lasciamo interamente la "parola''.

"Mi ricordo e ricordo a tutti - dice - che nel 1956 l'Ungheria era nel blocco sovietico ma protestò con scioperi e mini ribellioni per cui il 4 novembre l 'URSS decise un piano di intervento repressivo. L'Armata Rossa chiuse tutte le frontiere ma prima o poi molti ungheresi riuscirono a fuggire in modo rocambolesco, come fanno oggi migliaia di siriani, libici, eritrei e tanti altri. Da noi, in provincia di Pisa, arrivarono alcuni pullman carichi di rifugiati, accolti da umanità e comprensione. Cosa che non sta facendo l'Ungheria in questi giorni, mentre a noi, comunisti di base, ci dissero di stare dall'altra parte della barricata, con l'Armata Rossa. Fu un grave errore politico e storico. I rifugiati furono sistemati nelle ex colonie fasciste del Calambrone e la Chiesa e alcune forze politiche intesero sfruttare questo dramma umano a fini non sempre e non del tutto in regola con lo spirito cristiano. Ricordo - aggiunge l'ex vicesindaco - che fecero scendere un centinaio di rifugiati in piazza del Duomo a Pontedera e li portarono davanti la Piaggio con cartelli inneggianti alla libertà e all'anticomunismo. Altri tempi, c'era la guerra fredda, non c'era Papa Francesco ma un altro Papa. Ora i parroci di Pontedera si dichiarano pronti ad assistere i rifugiati se saranno trovati locali idonei. Con la buona volontà di tutti vanno trovati, come li trovò il nostro benemerito vescovo Bertelli. Chiedo però ai cattolici di destra che un tempo, o magari i loro padri, ospitarono i profughi ungheresi e vietnamiti, da che parte stanno adesso. Tra i rifugiati di oggi ci sono anche cristiani, ma non conta: sono tutti esseri umani".

Mario Mannucci

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