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lunedì 29 agosto 2016

LEGGERE — il Blog di Roberto Cerri

Roberto Cerri

ROBERTO CERRI - Spunti ed opinioni del Direttore della Biblioteca Gronchi di Pontedera su libri, lettura, biblioteche, educazione permanente e su come tutte queste cose costituiscano una faccia importante dello sviluppo delle comunità.

​Anche scrivere fa bene alla mente

di Roberto Cerri - martedì 05 agosto 2014 ore 09:33

Secondo un esperto del mondo dell'editoria, Gian Arturo Ferrari, quella attuale non è l'età della lettura e delle immagini, ma l'età della scrittura. 

Il dilagare dei social network (che include anche il fenomeno dei blog) testimonia la volontà di centinaia di milioni di persone di comunicare e questa comunicazione avviene in gran parte per scritto. Gli stessi telefonini sono spesso usati come macchine da scrivere e non c'è cellulare o smartphone senza una tastiera adeguata. Ovvio però che scrivere un messaggino non è come scrivere un romanzo. Ci sono decine di migliaia di parole di differenza.

Alcuni vedono il fenomeno della scrittura alternativo se non antitetico a quello della lettura e suggeriscono di scrivere meno e leggere di più. O se non altro di pubblicare meno ciò che si è scritto e leggere di più quello che hanno scritto gli altri.

Ora, per quando il mio blog si intitoli “leggere”, sono convinto che “scrivere” sia molto, molto, importante per le persone. L'ideale sarebbe mantenere un equilibrio tra i due esercizi, dove entrambi vengono praticati attivamente. Quindi non solo suggerisco a tutti di leggere di più, ma anche di scrivere di più. E di scrivere con continuità, con curiosità verso se stessi e il mondo.

Perchè se leggere è terapeutico (anche se da noi la biblioterapia è ancora un fenomeno modesto), scrivere lo è ancora di più, come dimostra una folta letteratura sull'argomento. Scrivere insomma fa bene per molte ragioni, personali e sociali.

Qualche anno fa una famosa scrittrice italiana, assillata da aspiranti scrittori che le chiedevano di leggere i loro manoscritti, sostenne la tesi che in Italia ci sono più scrittori che lettori. Questa tesi, non priva di fascino, a mio avviso è clamorosamente falsa. Almeno per tre ragioni.

La prima: se è vero che un italiano su due legge un libro all'anno (indicativamente un romanzo), chi può ragionevolmente credere che (se la famosa scrittrice ha ragione) in Italia ogni anno vengano scritti oltre 25 milioni di romanzi? La tesi che ci sono più scrittori che lettori implicherebbe infatti un simile risultato.

La seconda: Anche largheggiando è difficile credere che i 7000 editori italiani stampino oltre 40.000 romanzi e che il selfpublishing superi gli stessi numeri su base annua. Ammettendo quindi che si arrivi a 60.000 romanzi stampati all'anno (cifra che mi pare improbabile) se davvero si scrivessero 25 milioni di testi ogni anno quello che arriverebbe ai lettori sarebbe un'ampia scrematura.

La terza: basandomi sulla mia esperienza credo che solo un italiano su cento sarebbe in grado di scrivere un libro (diciamo almeno un romanzo di 200 pagine) e che forse uno cinquecento o su mille lo fa veramente, ma nell'arco di una vita (e non ogni anno).

In realtà se la lettura è un esercizio faticoso (e lo è), scrivere un testo di duecento pagine e cercare di dargli un senso ed un garbo è una disciplina ancora più faticosa e forse ancora più formativa.Ma ancora più elitaria.

In Italia temo quindi che non solo si legga mediamente poco (in raffronto ai lettori nordeuropei), ma si scriva mediamente anche poco (tweet, messaggini e chiacchieroscritture a parte).

Magari gli scrittori di romanzi fossero più dei lettori!

Roberto Cerri

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