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mercoledì 24 agosto 2016

LEGGERE — il Blog di Roberto Cerri

Roberto Cerri

ROBERTO CERRI - Spunti ed opinioni del Direttore della Biblioteca Gronchi di Pontedera su libri, lettura, biblioteche, educazione permanente e su come tutte queste cose costituiscano una faccia importante dello sviluppo delle comunità.

​Le biblioteche sono un indicatore della crisi. Possono diventare un rimedio?

di Roberto Cerri - domenica 22 giugno 2014 ore 16:26

Negli anni della grande crisi del '29 le biblioteche civiche dei paesi più evoluti (Usa, Inghilterra, Francia) erano stracolme di gente. Boom dei lettori? Non solo. Giovani disoccupati cercavano nelle biblioteche un posto caldo dove trascorrere la giornata, un bagno per i bisogni fisiologici, un modo intelligente per passare il tempo, qualche idea per trovare lavoro.

L'Italia di quegli anni aveva pochissime biblioteche comunali e i disoccupati non frequentavano le biblioteche statali o le universitarie. Da noi trionfava il pensiero unico ed il paese leggeva poco. Oggi però le biblioteche civiche ci sono anche in Italia, funzionano bene (pur con le solite differenze geografiche tipiche del nostro paese) e stanno registrando una crescita di presenze e di servizi rispetto anche solo a una decina di anni fa. Merito della qualità dei servizi che erogano. Ma merito, anzi colpa, anche della crisi economica, che lascia fuori del lavoro moltissimi giovani e, svuotando le loro tasche, gli impone di prendere sempre di più libri in prestito.

La crescita delle biblioteche è quindi anche un indicatore della crisi economica oltre che un segnale della crescita dei servizi di pubblica lettura.

Ma le biblioteche possono diventare un rimedio anche contro la crisi?

In parte già lo sono. Ma possono fare di più.

Come? Seguendo alcun e strade faticose e non scontate.

Riducendo la parte dedicata all'intrattenimento. La lettura è anche questo.

E poi coltivando e favorendo la circolazione dei “libri che guardano al futuro” e che meglio si legano allo sviluppo locale e globale.

Ancora: coniugando meglio il rapporto tra libri, informazione e lavoro.

Infine, ed è il top della sfida, trovando le “risorse” per fare tutto questo.

Paiono cose banali, ma per realizzarle occorrono azioni molto complicate da progettare e gestire. Che richiedono professionalità.

Eppure si tratta di passaggi ineludibili per fare della biblioteche rimedi contro le difficoltà dei tempi 

Roberto Cerri

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