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venerdì 30 settembre 2016

LEGGERE — il Blog di Roberto Cerri

Roberto Cerri

ROBERTO CERRI - Spunti ed opinioni del Direttore della Biblioteca Gronchi di Pontedera su libri, lettura, biblioteche, educazione permanente e su come tutte queste cose costituiscano una faccia importante dello sviluppo delle comunità.

​Piccole biblioteche spariscono!

di Roberto Cerri - domenica 13 settembre 2015 ore 14:55

Anche se nessuno ne parla quasi più, le Amministrazioni provinciali continuano a sopravvivere, ma lo fanno all'italiana, ovvero muovendosi in uno stato di semi-agonia, in forma un po' sonnolenta, sconclusionata, senza modalità uniformi sul territorio nazionale (quando mai?) e perdendo i pezzi per la strada. Ora se questi pezzi non fossero servizi, persone che ci lavorano e utenti che li utilizzano, la cosa non sarebbe importante. Ma siccome si tratta di persone che lavorano e di cittadini che questi servizi usano, sarebbe auspicabile che i problemi collegati alla dismissione delle province venissero affrontati con maggiore continuità e coerenza. Invece nel paese degli scaricabarili (ormai non siamo più una nazione di portuali, ma di scaricabarili sì) lo sport preferito è voltare la testa dall'altra parte e dirsi: ah, qualcuno se ne occuperà. Io no.

Bene tra le piccole biblioteche provinciali moriture, anzi quasi defunte, ce n'è una piccola ma specializzata, che è quella già appartenuta all'istituzione Centro Nord Sud, istituzione ormai defunta della deperita provincia pisana.

Il Centro Nord Sud è stata una istituzione importante nella provincia di Pisa, soprattutto quando ad animarla c'era un assessore dinamico come Manola Guazzini; e se sul tema dei migranti e dell'accoglienza si sono fatte in questa provincia molte iniziative, studiando attentamente il fenomeno e provando a gestirlo (e non solo a subirlo), credo che un po' di merito vada anche a questa istituzione, certamente collegata con l'Università di Pisa, che da sempre studia i temi del colonialismo e dei paesi del Mediterraneo e dell'Africa.

Bene. Domando: Che fine farà questa biblioteca specializzata su un tema che continua ad essere sempre più caldo e sul quale è bene che gli studi e l'attenzione scientifica proseguano e migliorino le loro analisi?

Risposta: Ad oggi, per quanto è dato di sapere, non ci sono soluzioni sul tappeto. Si tratta di diverse migliaia di volumi, dal carattere e dal contenuto omogeneo, che probabilmente saranno inscatolati e gettati in uno scantinato o collocati in un magazzino a Ospedaletto, dove saranno difficilmente consultabili e rintracciabili.

Ora, se questa fosse la “soluzione finale”, sarebbe inaccettabile. Sarebbe come prendere una statua, smontarla e infilarla in un magazzino. Magari fingendo di pensare che prima o poi sarà rimontata e riportata alla luce del sole. Ok. Non è come prenderla a mazzate e distruggerla. Non siamo l'ISIS. Ma... il patrimonio documentario, quello librario in particolar modo, ha un valore conoscitivo che vive solo se rimane in circolo e se viene lasciato a disposizione di studiosi, uffici pubblici, cittadini che possono avere necessità di consultarlo.

La speranza è che nel censimento che il MIBACT sta facendo delle biblioteche provinciali, oggetto recentemente di un minidibattito parlamentare, finisca anche la biblioteca del Centro Nord Sud, magari accorpandola fisicamente con la biblioteca provinciale (che si trova in via Betti) perché si tratta di una fonte documentaria rilevante, il cui valore culturale va ben al di là della provincia di Pisa.

Come ha affermato l'on. Flavia Piccoli Nardelli (pd), che aveva firmato l'interpellanza al Ministro proprio su questo tema, le nostre biblioteche provinciali costituiscono spesso tesori culturali importanti e quindi, se necessario, vanno assunte sotto l'egida dello Stato, previo accordi con tutti gli enti coinvolti (province, regioni, comuni e, perché no?, università) ai sensi dell'art.16 della legge 125/2015 (che approva il dl 78/2015). Il sottosegretario del MIBACT, on. Francesca Barracciu, che ha risposto l'8 settembre, alla Camera, all'interpellanza dell'on. Piccoli Nardelli, si è detta d'accordo con questo approccio. Il censimento sulle biblioteche provinciali è in corso e i contatti con tutti i soggetti interessati ad una soluzione “intelligente” pure. C'è la scadenza del 31 ottobre. Entro questa data il MIBACT dovrebbe decretare cosa fare di queste biblioteche e del loro personale. Sulle stesse posizioni anche l'on. Antimo Cesaro, di Scelta Civica, anche lui firmatario dell'interpellanza.

Ok. Quindi il governo e le forze politiche che lo sostengono hanno chiaro che su questo patrimonio culturale si deve intervenire, anche con l'assorbimento da parte dello Stato. Se necessario. Oppure, previo accordo tra le parti e in casi specifici, dell'Università.

Per quanto riguarda la biblioteca del Centro Nord Sud di Pisa essa rientra a pieno titolo in questo patrimonio che più che “tutelato” deve continuare ad essere utilizzato dai cittadini, dai ricercatori, dagli studiosi e dalle istituzioni. Perché il problema vero per quanto riguarda i libri non è quello di essere scaraventati in un magazzino, magari chiuso a chiave, dove non entra un filo di polvere e nemmeno un topo. Una biblioteca messa in quelle condizioni è come morta. E tra cinquant'anni sarà sicuramente una biblioteca vecchia e in gran parte obsoleta. No. Le biblioteche debbono rimanere aperte. Perché la loro principale funzione è quella di essere agibili, in tempi ragionevolmente rapidi, e di produrre cultura per la contemporaneità. I libri servono ora, subito, in tempo reale, sul tavolo di chi ora ne ha bisogno. O sarà come se quei libri non ci fossero e non fossero mai stati scritti; oppure si dovrà farli venire da lontano e questo, alla fine, avrà un costo ancora maggiore della soluzione “magazzino”.

Fa piacere che governo e maggioranza siano consapevoli di questa situazione. Si sono dati 40 giorni per trovare la soluzione. Incrociamo le dita e..... non perdiamoli di vista.

Roberto Cerri

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