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sabato 01 ottobre 2016

LEGAMI D'AMORE — il Blog di Malena ...

Malena ...

Sono nata in un paese straniero e provengo da una famiglia italiana. Fin da giovane le persone si sono sempre confidate con me: donne, giovani, figlie, nipoti, sorelle, comari, amici. Restavano ore a raccontarmi le loro storie e i sentimenti provati durante i loro vissuti. L'argomento più chiacchierato è l'amore in tutte le sue sfaccettature e ho deciso pertanto di parlarne affinché si possa trarre spunto per riflettere sulla differenza di genere.

Teresa

di Malena ... - sabato 19 dicembre 2015 ore 00:38

Teresa non è bella ma nemmeno brutta, non è né alta né bassa e infine non ha motivo di essere allegra ma non è arrivata alla depressione assoluta poiché al momento sembra rassegnata al suo destino. Insomma è una figura di mezzo che ha vissuto una storia singolare (nemmeno una delle ultime!), incredibile, a dir poco. 

Dopo una convivenza andata in malora perché il suo lui si è invaghito di un’altra (cose che capitano!) si è rassegnata a ritornare alla sua vita da single. Ha vissuto, come da copione, le cinque fasi del lutto, dapprima negando la realtà a se stessa, rimanendo per un certo periodo ancorata alla speranza del ritorno dell’amato per passare poi alla rabbia verso se stessa, verso il destino e verso tutti gli altri fino al provare un infinito triste dolore accettandolo come fatto ineluttabile per il quale non ha potuto far altro. 

Uscita dal tunnel decide di buttarsi nella mischia. Del resto, ancora troppo giovane per ritirarsi nel convento delle suore Carmelitane, con un’amica decide di partecipare una sera, a un evento per single: lo speed dating. Per la cronaca si tratta di un ingegnoso sistema, che attraverso un semplice gioco nato in America, permette di conoscere tantissimi single in una sola serata all’interno di un locale come un pub, bar, ecc. Tutti gli uomini si siedono lungo dei tavolini disposti uno dopo l’altro di fronte ad altrettanto donne. Ogni volta si ha a disposizione 3-5 minuti per conoscere la persona che sta di fronte. Allo scadere del tempo, gli uomini si spostano in modo che tutti possano parlare con tutti (massimo 25 persone). 

Ogni partecipante lascia una preferenza su un foglietto consegnato al personale dello staff che a fine serata confronta tutte le schede e crea degli abbinamenti. Alle donne è consegnato prima di andar via i numeri di telefono delle persone affini affinché possa mettersi in contatto in seguito con l’uomo che ritiene giusto, se interessate. Un po’ per gioco e un po’, per sì, ma perché no?, 

Teresa decide di chiamare il giorno seguente uno di quelli che ricordava essere il più serio di tutti. L’uomo si chiama Marco. Risponde subito alla sua chiamata e con voce gentile propone un innocente caffè per approfondire la conoscenza superficiale della sera precedente. S’incontrano in centro alle 5 del pomeriggio e una volta davanti alla tazzina del caffè entrambi si raccontano un po’ delle loro vite. Marco è un uomo di cinque anni più grande di Teresa, ben portati però, è vedovo da tre anni con un bambino di sette anni lasciato soprattutto ai nonni perché lui deve lavorare sodo per mantenere la famiglia e pagare il mutuo della casa. Lei a grandi linee, esprime la sua delusione per gli uomini e che al momento non è molto fiduciosa ma si lascia convincere dall’uomo a intraprendere una relazione o almeno a fare un tentativo. 

I due s’incontrano sempre più spesso e condividono le loro uscite fatte di cinema, cene, gite fuori porta, discoteca fino alla chiusura e tutto procede secondo i canoni dello stare insieme. Per il momento a Teresa non importa avere una vera convivenza (visti i risultati della prima) anche perché i fine settimana sono trascorsi dalla coppia nel casolare di proprietà di Marco, trovandosi, tutto sommato bene, dentro a questa storia. 

Un pomeriggio, a distanza di un anno dall’inizio della relazione squilla il cellulare di Teresa. Sul display compare il nome “Marco”. Sorridendo Teresa avvicina il cellulare all’orecchio al quale arriva sonoramente la voce di una donna: “Brutta stronza… so che stai con mio marito… ma come ti permetti?”. Teresa riguarda il cellulare che continua imperterrito a visualizzare il nome di “Marco”. Non si capacita ancora e a quel punto chiede: “Scusi ma lei chi è?” con voce incredula. “Io sono la moglie di Marco e mio figlio ha visto il suo messaggio nel cellulare di suo padre!”. 

Capendo allora tutto quando come quando la notte finisce la sua corsa diventando giorno la povera Teresa le rimanda: “Senta signora per quanto mi riguarda lei, è morta da tre anni ma ho capito tutto adesso, se vuole, possiamo parlarne davanti a una tazza di caffè. Ad ogni modo non si preoccupi: dopo questa scoperta di suo marito non voglio sentire nominare nemmeno il nome!!!”. Marco naturalmente non ha esitato a richiamare Teresa piangendo disperato perché la moglie gli aveva fatto trovare le valigie fuori dalla porta chiedendo inutilmente perdono. 

Teresa non c’è dubbio è stata vittima di un inganno ma non mi sento di darle della stupida o dell’ingenua poiché in realtà quest’uomo era sempre presente nella sua vita. Cosa strana è invece la resurrezione della donna “morta vivente” che per ben dodici mesi non si è accorta dell’assenza del marito dal matrimonio e solo grazie a un messaggio riesce a scoprire il marito (forse aspettava una prova per mandarlo via, secondo me) affidandosi al detto: “Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!”.

Malena ...

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