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lunedì 26 settembre 2016

MUSICA E DINTORNI — il Blog di Fausto Pirìto

Fausto Pirìto

FAUSTO PIRITO - Sulle strade del Pop (e non solo) con l'ex caporedattore di Tutto Musica & Spettacolo, direttore artistico del contest Rock Targato Italia, garante del festival della contaminazione BresciaMusicArt, ideatore e curatore del Tributo ad Augusto Daolio, autore dei libri “In viaggio con I Nomadi” e “Vasco in concerto”

Angela (Vox) Baraldi: il “gigante” dei post-CSI

di Fausto Pirìto - domenica 03 maggio 2015 ore 17:58

Angela (vox) Baraldi

L'ho conosciuta nei primi Anni Novanta. Lei, Angela Baraldi, aveva già alle spalle una bella gavetta: una “militanza” di tutto rispetto nella scena underground bolognese, l'incontro con artisti emergenti (Luca Carboni) e altri già più affermati (gli Stadio, Ron), la collaborazione con Lucio Dalla (1986), che la portò prima oltreoceano in tournée con “Dallamericaruso”, poi anche nel “DallaMorandi” tour (1988).
Ricordo un nostro primo incontro/intervista, nel 1990, in occasione dell'uscita del suo album solista d'esordio, “Viva”, prodotto proprio da Dalla che in Angela aveva saputo riconoscere “la nuova grande diva” della musica italiana (come diceva lui). Un disco in cui la Baraldi mescolava dolcezza e rabbia, fragilità e ironia. Tra noi due si stabilì un bel feeling e un'amicizia sincera.
Negli anni successivi, Angela mise a segno dei bei colpi, arrivando a conquistare il Premio della Critica al Festival di Sanremo del 1993 con il brano “Mi vuoi bene o no?” e a stringere un sodalizio artistico con Francesco De Gregori che la volle al suo fianco nel duetto-cover di “Anidride solforosa”, la canzone lanciata da Dalla nel 1975 e che dà anche il titolo all'album omonimo.
Proprio di questo parlai con Lucio alla fine del 1994. Ecco che cosa mi disse: «Mi ha colpito davvero la Baraldi, che d'altronde ho sempre stimato... una performance straordinaria la sua, molto vicina all'interpretazione femminile che io feci immaginando questa signora dell'alta borghesia industriale romagnola, protagonista di uno svenevole “excursus analitico” di quelli che erano, all'epoca, gli effetti della trasformazione della nostra civiltà. Si parlava già allora di computer, di elaboratori, di inquinamento… Angela, insieme con Francesco, ha saputo rendere in pieno la grandezza del testo di Roversi».
Da metà Anni Novanta, con Angela ci siamo persi di vista. Lei ha continuato la carriera di musicista pubblicando 5 dischi a suo nome (l'ultimo è del 2003) e intraprendendo anche la strada cinematografica (la ricordiamo nel 2004 come attrice protagonista nel film “Quo Vadis, Baby?” diretto da Gabriele Salvatores)e teatrale. Poi, l'incontro con Massimo Zamboni (ex CCCP Fedeli alla Linea, ex CSI, solista, oggi con i post-CSI e scrittore) con il quale ha inciso gli album “Solo una terapia: Dai CCCP all'estinzione” (2011) e “Un'infinita compressione precede lo scoppio” (2013).
Quando sono stato invitato al concerto di apertura del tour “Breviario Partigiano” dei post-CSI al Teatro Politeama di Poggibonsi, il 29 aprile scorso, ho subito pensato che non potevo perdere questa preziosa occasione per incontrare di nuovo Angela. Certo, un po' di timore lo avevo... Angela al posto di Giovanni Lindo Ferretti... un bel coraggio, una bel confronto... Poi ho trovato una sua dichiarazione proprio intorno a questo argomento, rilasciata in occasione della tournée “Solo una terapia: Dai CCCP all'estinzione”.
«Io non mi sono mai posta il problema di Ferretti», diceva Angela. «Questo spettacolo all'inizio è nato per una data sola. Poi il risultato è stato molto positivo e con Zamboni abbiamo deciso di rinnovare quel sentimento, ogni volta con incoscienza. E con tanto divertimento». Allora, anch'io mi sono convinto a non bloccarmi sulla presunta “sfida” con Giovanni. E quando lei è salita sul palco, la magia della sua presenza carismatica e della sua voce potente e unica ha fugato ogni perplessità. Angela in scena è un “gigante”, riesce a stregarti, ad ammaliarti con tutte le sfumature delle sue corde vocali e con una specie di danza continua e avvolgente. Ed è impressionante come, a tratti, la sua voce non risulti più né femminile né maschile. Una VOCE oltre...
Ma anche a ciò, Angela ha già dato una risposta illuminante: «In passato sono stata in giro con Giorgio Canali (il chitarrista dei post-CSI; nda) con un progetto-tributo ai Joy Divison. Ecco, questa esperienza ha sicuramente “ingrossato” la mia voce, spingendomi su tonalità e timbriche non usuali e “scure”...». Dunque, se “esoterismo” c'è nell'estensione vocale di Angela, questo va ricercato nel post-punk inglese piuttosto che nelle tecniche proprie al cosiddetto “basso profondo” del mondo della lirica. Anche se, magari inconsapevolemente, il dono naturale di cui dispone Angela (e che anche Demetrio Stratos aveva esplorato) viene da lontano, molto lontano, fors'anche dalle profondità dei cori armonici dei monaci tibetani o della tradizione “guerriera” mongolo-tuvana.

Non me ne vogliano gli altri post-CSI se qui mi sono soffermato esclusivamente su Angela. D'altronde, questo mio scritto non vuol essere una recensione del loro spettacolo (entusiasmante) ma più semplicemente un mio schietto “omaggio” a un'artista e a una donna speciale. Dopo vent'anni, averla ritrovata così dolcemente e caparbiamente “ribelle” mi ha emozionato (tanto) come e quanto l'abbraccio che ci siamo scambiati prima e dopo il concerto. Grazie Angela, grazie... e buona Musica a tutti!

Fausto Pirìto

Angela Baraldi - Viva
ANGELA BARALDI - Mi vuoi bene o no? (1993)

Articoli dal Blog “Musica e dintorni” di Fausto Pirìto