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lunedì 05 dicembre 2016

RACCOLTE & PAESAGGI — il Blog di Marco Celati

Marco Celati

MARCO CELATI vive e lavora in Valdera. Ama scrivere e dipingere e si definisce così: “Non sono un poeta, ma solo uno che scrive poesie. Non sono nemmeno uno scrittore, ma solo uno che scrive”.

Tutto è relativo

di Marco Celati - venerdì 19 febbraio 2016 ore 19:58

Hai saputo? Hai sentito la notizia? L'hanno data in radio, è già in rete! Mi stava quasi urlando al telefono l'ingegner Elisa Romani.

Che cosa? Non so nulla, cos'è stato? Rispondo, incuriosito e un po' preoccupato.

Quelli di VIRGO hanno scoperto l'esistenza delle onde gravitazionali! È la scoperta del secolo, parlano già di Nobel ! Ti ricordi EGO VIRGO?

Mi ricordavo EGO VIRGO. Qualche hanno addietro ci eravamo occupati di un progetto di installazione di un parco eolico: energia alternativa, insomma una cosa importante e innovativa e l'ingegner Romani era la responsabile del progetto. Una professionista brava e preparata che si era districata bene tra le mille insidie e lentezze della burocrazia, vincendo le resistenze dei proprietari dei terreni e riuscendo a portare in porto l'operazione. Una multinazionale europea aveva proposto il progetto, ma anche Comune e territorio ne avevano tratto vantaggio. E poi tutti convenivano circa l'importanza di investire nel settore dell'energia rinnovabile. Quattro pale della potenza di circa 2 MegaWatt ciascuna, chiamate Raffaello, Leonardo, Michelangelo e Donatello, furono erette nella zona industriale, con un inserimento ambientale compatibile. Alte 98 metri al mozzo, con tre pale di 41 metri, sembrano architetture spaziali, imponenti mulini a vento e dal vento che soffia nella pianura verso il mare e viceversa traggono energia, comparabile a quella necessaria per 5 mila famiglie. Co2 risparmiata: 14 mila tonnellate all'anno circa. Ma cosa c'entra EGO VIRGO? C'entra, c'entra. Facciamo un passo indietro e procediamo con ordine.

Il parco eolico doveva essere più grande: almeno 8 pale, forse 12. Però quando il progetto fu presentato alle autorità provinciali e regionali si scoprì l'esistenza di un vincolo territoriale, sconosciuto anche al Comune, che ne rendeva difficile la realizzazione. Qualche anno prima, nella vicina piana di Cascina, era stata costruita le sede di EGO VIRGO. EGO sta per European Gravitational Observator: un progetto di ricerca frutto di una collaborazione italo-francese tra l'Istituto nazionale di fisica nucleare e il Centre national de la recherche scientifique, in collaborazione con gli istituiti statunitensi di tecnologia della California e del Massachusetts. VIRGO interfaccia con LIGO, acronimo di Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory, che ha due sedi gemelle: una a Linvingston in Louisiana, un'altra ad Hanford nello Stato di Washington. Si tratta di Interferometri a raggi laser, consistenti in tunnel sotto vuoto disposti ad elle, ad angolo retto, lunghi tre/quattro chilometri, che consentono lo studio delle delle onde gravitazionali previste da Albert Einstein nella sua teoria della Relatività Generale.

La realizzazione di EGO VIRGO a Santo Stefano a Macerata, fonte di lavoro di giovani ricercatori e di scienziati, aveva posto un vincolo che nessuno conosceva: si trattava di un centro di ricerca avanzatissimo con strumenti di precisione molto delicati e questo aveva reso necessario stabilire una serie di disposizioni che impedissero di disturbare o alterare le misurazioni, prevedendo intorno ad esso una zona di rispetto di circa cinque chilometri di raggio.

Le pale eoliche hanno fondazioni profonde quaranta metri e quando le pale girano trasmettono vibrazioni nel sottosuolo che gli scienziati di VIRGO temevano potessero danneggiare la ricerca. Da qui discussioni a non finire nelle conferenze autorizzative in Regione, sostenute in nome dell'energia rinnovabile da una parte e della scienza dall'altra. Innovazione e sapere, in genere in accordo, in questo caso confliggevano. Mi ricordo che chiedemmo perché, dato che si trattava di ricerche tanto sofisticate, era stato scelto un insediamento così fortemente antropizzato, vicino alla superstrada, alla ferrovia, all'aeroporto e a diverse zone industriali: non davano forse noia quegli insediamenti e quelle infrastrutture? Le risposte furono che tali preesistenze erano state calcolate dagli strumenti e invece si dovevano impedire nuove fonti di disturbo e poi che quel terreno avevano ricevuto dalle Istituzioni e lì si erano insediati. Quest'ultima motivazione ci sembrò francamente sconfortante o quantomeno debole, dettata solo da comodità. Centri di ricerca simili, che hanno bisogno di ampie zone di rispetto andrebbero messi nel parco di San Rossore o in quello dell'Uccellina, sostenemmo. Forse dissero che per San Rossore avevano provato, ma c'erano stati i veti del parco e della tenuta presidenziale. Ma potrei sbagliare, non rammento, è passato troppo tempo. Ci vorrebbe anche un centro di ricerca delle memorie perdute, se mai valesse la pena.

E poi c'era un generale scetticismo: ma cosa volete ricercare? Qui tutti ricercano e nessuno trova!E quel vincolo occulto, disposto all'insaputa in nome del sapere sembrava un ossimoro e irritava parecchio. Alla fine dovemmo ridimensionare fortemente il parco eolico, ridurlo a solo quattro pale a cui, con successiva autorizzazione, se ne sarebbero potute aggiungere altre quattro, però con forti limitazioni alla velocità di rotazione delle pale, da realizzare mediante meccanismi frenanti. Inutile dire che gli altri quattro aerogeneratori non furono mai installati. Già il vento era debole, poi riducendo il moto delle eliche sarebbero venute meno anche le convenienze economiche e oltretutto gli incentivi per le fonti di energia rinnovabile si ridussero in Europa e in Italia. Se inizialmente erano stati generosi, alla fine divennero irrisori. L'impresa europea installatrice che si era insediata in città se ne andò, i giovani ingegneri che erano stati assunti, compreso Elisa Romani, furono licenziati e tutto finì. Rimasero solo le pale eoliche e il vento che le muove.

E così, tornando all'oggi, i centri LIGO americani, che lavorano in concomitanza con il centro EGO VIRGO attualmente in fase di potenziamento, hanno captato un segnale proveniente dalla collisione di due buchi neri, più grandi 29 e 36 volte la massa solare: un cataclisma planetario che ha formato un gigantesco buco nero, grande 62 volte il nostro Sole, avvenuto quasi un miliardo e mezzo di anni fa. Un astrofisico italiano, Marco Drago, in Germania nell'istituto di elaborazione dati di Hannover, ha avvertito per primo il segnale proveniente dai centri, il 14 Settembre 2015. La notizia ufficiale, dopo le necessarie verifiche scientifiche, è stata data contemporaneamente in America e in Italia, Giovedì 11 febbraio 2016: l'esistenza delle onde gravitazionali è dimostrata. Una nuova frontiera della scienza, della fisica e dall'osservazione dei fenomeni dell'universo si apre. Einstein aveva ragione: la sua teoria della Relatività Generale, formulata nel 1915, cento anni dopo si è rivelata giusta. I nuovi sistemi di rilevazione, oggi messi a punto, lo hanno potuto dimostrare. Era vero ciò che ipotizzava il suo genio: esiste la curvatura spazio tempo.

Leggo quella teoria e a volte sembra mi si accenda nella mente qualcosa, ma è come quando provi a far funzionare un accendino e parte solo una scintilla e niente più: nessuna fiamma, buio pesto. Sembra semplice ed elegante da capire, ma non ci arrivo. Non importa. A me, ignorante e di primitiva intelligenza, affascina solo pensare che un genio abbia pensato tutto questo con i calcoli e la mente e che qualcosa che non si vedeva, ora si possa vedere e chissà quanto c'è di oscuro ancora da svelare alla nostra conoscenza. E infine che qualcosa possa viaggiare non solo nello spazio, ma anche nel tempo. Se daranno il Nobel ai ricercatori di oggi che hanno rilevato l'esistenza delle onde gravitazionali, dovrebbero darlo di nuovo ad Albert Einstein, alla sua memoria e alla sua immaginazione.

E poi ho pensato che in fondo anche noi più modesti innovatori energetici abbiamo avuto ragione: le pale non disturbavano. Se avessero disturbato, il segnale non sarebbe stato captato da VIRGO. Dunque anche le nostre analisi geologiche, relative alla consistenza e alla conformità del suolo e del territorio, oltretutto attraversato da corsi d'acqua, erano giuste e VIRGO non era minacciato dagli aerogeneratori. E quindi meglio così. Certo, un brivido mi è corso lungo la schiena: se gli Interferometri statunitensi avessero ricevuto il segnale delle onde gravitazionali e quello di Cascina no, la notizia sarebbe stata: Le onde esistono, Einstein aveva ragione, nonostante le pale eoliche! Dopo la scoperta del secolo, la figura di merda del secolo! Il Nobel ai ricercatori americani e l'IgNobel agli installatori delle pale. Per fortuna non è andata così. Per fortuna tutto è relativo.

Marco Celati

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Treggiaia, 13 Febbraio 2016

In realtà, come dichiarano i responsabili di VIRGO e lo stesso ricercatore Marco Drago, dall'antenna interferometrica di Cascina non è arrivato il segnale perché VIRGO si trova attualmente in fase di potenziamento e non è stato ancora riattivato. Lo sarà nel corso del 2016. I centri gemelli LIGO statunitensi, che usufruiscono di ben maggiori finanziamenti, invece sono stati già potenziati e l'hanno captato. Ciò non toglie i meriti ai ricercatori italiani e all'Interferometro pisano che fu fra i primi ad essere progettato e realizzato. Quindi un brivido rimane: avremo mica ostacolato in qualche modo la più grande scoperta del secolo? Penso proprio di no e il racconto vuole essere di buon auspicio. Einstein non ce lo perdonerebbe mai!

Marco Celati

Articoli dal Blog “Raccolte & Paesaggi” di Marco Celati