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sabato 23 settembre 2017

Attualità venerdì 08 settembre 2017 ore 18:00

Gioco d'azzardo, Zappolini soddisfatto a metà

Don Armando Zappolini

Il parroco in prima linea per combattere la ludopatia: "Bene l'accordo tra stato e regioni ma c'è ancora tanto da fare, come ridurre la pubblicità"

CASCIANA TERME LARI — E' stato siglato l'accordo fra il governo statale e le Regioni sul gioco pubblico d'azzardo. L'intesa, votata all'unanimità in sede di Conferenza delle Regioni, è stata raggiunta grazie a un emendamento presentato dalla provincia autonoma di Bolzano in base al quale le Regioni che hanno già deliberato norme più restrittive in materia di gioco pubblico rispetto a quanto prevede il piano di riordino statale presentato oggi, possono comunque applicarle.

Le Regioni hanno anche la facoltà di varare future leggi più restrittive. La Toscana è una delle Regioni che ha deliberato leggi più restrittive in materia di gioco d'azzardo.

Don Armando Zappolini, da sempre in prima linea per combattere la ludopatia con la campagna nazionale Mettiamoci in gioco, ha commentato: "Il primo pensiero è di apprezzamento perché prima della fine della legislatura siamo riusciti a consolidare i passi fatti. Quindi un piccolo passo avanti, ma assolutamente inadeguato rispetto all'obiettivo che le istituzioni per prime dovrebbero prefiggersi: ridurre drasticamente il consumo di gioco d'azzardo nel nostro paese".

"Gli aspetti positivi sono che per esempio c'è una riduzione delle slot, anche se sono meno pericolose rispetto alle videolottery. Ad ogni modo ne verranno tolte qualche decina di migliaia. E' stato anche ridotto il tempo di gioco, ridotta la possibilità di giocare banconote di grosso taglio, diminuito il massimale delle vincite".

"Inoltre - ha sottolineato il parroco di Perignano - è bene aver legittimato il ruolo dei Comuni e delle Regioni in questa disputa. Sono questi enti più vicini ai territori ad aver ben presente la situazione".

Tuttavia Zappolini ha rimarcato anche gli aspetti negativi: "Non bisogna solo limitare l'offerta ma anche il consumo. Il problema resterà fintanto che lo stato vorrà ricavare ogni anno 10 miliardi di euro dal gioco. Un'altro provvedimento da prendere è quello di ridurre la pubblicità. A questo punto speriamo che questi aspetti vengano affrontati dal prossimo governo".

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