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martedì 26 luglio 2016

Cronaca sabato 12 marzo 2016 ore 17:30

Non mi paghi la pensione? Chiamo i carabinieri

Momenti di tensione stamani all'ufficio postale della Capannina per il pagamento di una pensione. Chiamato il 112

CASCIANA TERME LARI — Dal pagamento di una pensione alla chiamata al 112. E' successo stamani, sabato 12 marzo, intorno alle 11,30 all’ufficio postale in località La Capannina dove G.P., quarantenne di professione autista di mezzi pesanti e residente a Cevoli, aveva accompagnato la mamma a riscuotere la pensione come ogni mese.

La donna aveva smarrito da qualche mese il libretto della pensione e per questo motivo non poteva più riscuotere il rateo mensile il primo giorno di ogni mese, ma soltanto dopo l'attivazione di una particolare procedura burocratica.

G.P. è stato avvertito, tramite una telefonata del direttore dell’ufficio postale della Capannina, che la direzione delle poste aveva disposto che da oggi in poi avrebbe potuto accompagnare la mamma per riscuotere quanto accreditato dall’Inps per il mese di marzo. "Ero in giro con il camion - racconta il figlio dell'anziana - l'ho lasciato a Migliarino, sono andato a prelevare la mia mamma a Cevoli e l’ho accompagnata alla posta. Non ci sono contanti, mi sono sentito rispondere, torna lunedì”.

Ma l'uomo, dopo aver chiesto di parlare col direttore che risultava essere assente, si è fortemente risentito e ha deciso di chiamare il 112.

“Ma come – racconta l'uomo – mi hanno chiamato, ho lasciato il camion a Migliarino, sono andato a prendere la mia mamma e l’ho portata alla posta nel giorno da loro indicato, e non ci sono contanti?".

"Il problema è vostro - avrebbe risposto G.P all'impiegato -  lunedì devo ripartire con il camion, e non mi muovo di qui finché non pagate la pensione a mia madre." Nel frattempo sono arrivati i carabinieri, ma prima che potessero intervenire, il gestore del vicino distributore si è presentato allo sportello per effettuare il versamento di una consistente quota di contanti e così l’impiegato ha pagato la pensione alla mamma di G.P.

Tutto si è quindi fortunatamente risolto nel migliore dei modi prima dell’intervento dei militari.

Marcella Bitozzi
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