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giovedì 08 dicembre 2016

Cronaca giovedì 23 aprile 2015 ore 11:30

Fermata la banda che clonava carte di credito

Dieci cittadini sono stati denunciati dalla guardia di finanza in un'operazione che riguarda Pisa, Lucca, Pistoia, Firenze, Massa, Roma e Bologna

PISA — Smantellata un'organizzazione criminale di dieci persone dedite alla clonazione di carte di credito. I cittadini, qualcuno di origine romena, altri moldava sono stati incastrati dalla guardia di finanza durante l'operazione denominata Moulin Rouge.

I finanzieri di comando provinciale di Pisa hanno concluso l’indagine svelando numerose frodi commerciali commesse a danno di numerosi esercizi commerciali presenti in Toscana e ai circuiti creditizi nazionali ed esteri.

L’attività investigativa, poi diretta dal sostituto procuratore Sara Polino (alla Procura della Repubblica del Tribunale di Lucca) ha messo in luce un sodalizio criminale dedito all’illecita contraffazione di codici bancari abbinati a sistemi elettronici di pagamento ed alla successiva spendita con carte di credito clonate, operante nelle province di Pisa, Lucca, Pistoia, Firenze, Massa, Roma e Bologna.

L’indagine, studiata nei minimi particolari, attraverso una profonda e costante attività d’intelligence (acquisizione ed analisi delle registrazioni dei sistema di videosorveglianza di divesi centri commerciali incrociati con i dati raccolti e le testimonianze) tra cui, lo studio delle abitudini di spesa del sodalizio (voluttuarie/divetimento/prodotti da ricettare) ha permesso, in poco tempo, attraverso diversi servizi di osservazione/pedinamento e controllo d’individuare tutti gli accoliti al sodalizio e gli immobili utilizzati dagli stessi, pur se non direttamente a loro riconducibili.

La perquisizione degli immobili è stata determinante in quanto, oltre a rinvenire una parte consistente dei prodotti acquistati a mezzo carte clonate quali, televisori Sony e Samsung, telefoni cellulari Apple e Samsung, notebook Apple e Sony, climatizzatori De Longhi, abbigliamento, calzature ed occhiali da sole di note griffes, pronti per essere ricettati, ha permesso attraverso l’analisi accurata dei documenti rinvenuti, di localizzare le basi logistiche ed il centro di compromissione ovvero un ristorante sito in Roma dove, un complice dipendente dello stesso riusciva a catturare, attraverso l’apparecchiatura elettronica denominata Skimmer, i dati delle carte di credito di ignari clienti.

L’attività d’indagine si concludeva con l’esatta identificazione e attribuzione dei ruoli di ogni componente il sodalizio, determinando lo smantellamento dello stesso, composto da dieci membri tutti di etnia romena/moldava.

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