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lunedì 26 giugno 2017

Attualità mercoledì 21 dicembre 2016 ore 11:35

Il mercato di Berlino, una toscana racconta

Attentato terroristico in Germania, la testimonianza di Mara Martinoli. È nata in Valdera ma vive nella capitale tedesca e lavora nel mondo del cinema

BERLINO — "Amo la mia città, come dice Woody Allen all'inizio di Manhattan". Mara Martinoli ha 33 anni, è nata a Chianni e ha vissuto a lungo tra la Valdera e Pisa. Di lei abbiamo già parlato per il suo amore per il cinema che l'ha portata a Berlino per "mostrare bei film alla gente" come disse qualche tempo fa. Dopo aver gestito, tra le altre cose, un cinema a Pisa, Mara da due anni vive a Berlino.

Dopo aver iniziato con una citazione cinematografica Mara ha raccontato il giorno dopo l'attentato di Berlino, avvenuto intorno alle 20,15 di martedì 19 dicembre. Un camion nero ad alta velocità è entrato ad alta velocità mercatino di Natale del quartiere di Charlottenburg travolgendo la folla. Il drammatico evento, rivendicato dallo stato islamico, conta ad oggi 12 morti e 48 feriti. 

"Amo la mia città - ha detto Mara, 24 ore dopo l'attentato - Ma mica è sempre facile amare Berlino, città che soprattutto d'inverno rivela il suo lato meno gentile, che ti fa impazzire con la burocrazia, che come molte città europee ti accoglie e‎ ti ferisce allo stesso tempo. Una volta dissi ad un ragazzo che lo amavo per gli aspetti di cui non era consapevole, di ciò che non esibiva, di quello di cui non si accorgeva. Allo stesso modo a me Berlino piace per la sua non-organizzazione, per il suo essere strafalciona e a volte un po' approssimativa, per il suo disordine e per la sua fragilità e non per la forza che spesso cerca di esibire. Quindi, alla fine, amo la mia città. Non amo però la retorica intorno ad essa, e ce n'è davvero molta, quindi ecco che faccio del mio meglio per aggirare l'ostacolo".

Mara il giorno dopo l'attentato ha sentito qualcosa che l'ha portata a Charlottenburg: "Non racconto l'esperienza legata alla giornata di ieri e a quel mercato di Natale, nello specifico. Non interessa a nessuno e non serve a nulla. Il mercatino era chiuso e spento e c'erano vari gruppetti di persone che accendevano delle candele, in un silenzio sbigottito. Ho fatto delle foto, le hanno fatte in molti e le ho fatte anche io". 

"Sono andata lì perché c'era qualcosa di incomprensibile che mi ci ha condotto – ha spiegato - come siamo deboli noi essere umani che abbiamo bisogno di guardare con gli occhi e toccare con mano. Ma forse è l'unico modo, almeno per alcuni di noi, per elaborare e dare una forma". 

Mara ha scattato alcune foto ("con il mio cellulare da quattro soldi") per cercare di fermare nella memoria con delle immagini qualcosa che trascende ciò che siamo abituati a vivere ogni giorno: "Penso che non siano tempi facili e che non basta stare attenti, perché come molti altri attentati ci hanno tristemente insegnato, eventi di questo genere sono abbastanza imprevedibili e colpiscono chi capita sotto tiro in quel momento. Stavolta non sono stata io ma qualcun altro. Succede così ed è terribile. Non credo nel fato, nel destino, e questo mi da ancora meno appigli per tentare una spiegazione". 

"Come molti - ha concluso - cerco di informarmi sulle dinamiche, sul chi ha fatto cosa, e come molti cerco di ricondurre ciò che ho letto alla sfera del reale. Non è facile per chi non è abituato ad avere la morte sotto casa, ma si deve fare, e si spera che alla fin fine tutto questo serva almeno ad avere un po´ di piu´ di consapevolezza collettiva rispetto al mondo in cui viviamo". 

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