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lunedì 27 giugno 2016

Attualità martedì 26 gennaio 2016 ore 11:21

​Io amo Pontedera (ma anche la Valdera)

Mario Mannucci, giornalista e storico, pubblica oggi il primo articolo su "TuttoPONTEDERA" la nuova pagina di QuiNewsValdera. Si parte dall'Unione

. — Io amo Pontedera e non ho vergogna o timor d'esagerare a dirlo pubblicamente. E in questo caso a scriverlo. Ma sono orgogliosamente nato ad Alica di Palaia, il che mi ha portato fin da bambino ad amare anche tutta la nostra bella Valdera di qua e di là d'Arno _ contraddizione geografica ma assodata e dunque non più contraddizione _ con tutti i suoi campanili e i relativi e giusti campanilismi che ho ovviamente scoperto col passare degli anni. 

A cominciare da quello fra Pontedera e Ponsacco che mi sembra vivificante. Fatta questa premessa introduco la nuova rubrica che si chiama 'Tuttopontedera' perché soprattutto di Pontedera e di pontederesità cittadina si vuole occupare, in tutte le conseguenti articolazioni. Politiche, economiche, culturali e storiche. Gradirei anche che i miei auspicabili 25 lettori (se saranno di più, meglio...) di manzoniana memoria interloquissero con me, scrivendo al mio indirizzi di posta telematica sotto enunciato.

Detto questo, parliamo del primo argomento, del quale si parla da anni e che è tornato una volta ancora attuale dopo gli annunci, finora senza seguito, arrivati dall'Alta Valdera di voler lasciare l'Unione dei Comuni, nata prima sulle colline e poi allargatasi alla pianura e al Serra, pur con alcuni pezzi già persi sui confini, Crespina e Santa Maria a Monte. 

Ebbene, una Unione della Valdera che va dalla vetta del Serra ai confini con le balze volterrane e dalle colline pisano-livornesi a quelle sanminiatesi-fiorentine (se qualcuno ha tempo e voglia trovi da sé i relativi riferimenti comunali e geografici) può esistere soltanto se tutti i suoi componenti riconoscono e condividono il ruolo centrale di Pontedera. Dove sono concentrati tutti i più importanti servizi sovracomunali (questo dice il presente mentre nel lontano passato non era così o non lo era del tutto) e dove convengono le valli dell'Era e dell'Arno.Ovviamente, nulla vieta agli altri centri di avere servizi e strutture importanti, ma in questa epoca storica non importanti come quelli di Pontedera. 

L'ospedale, per dirne una, è qua. E nulla vieta ai comuni più piccoli di organizzarsi da sé in accorpamenti e unioni - la geografia politica è sempre mutata e sempre muterà - pensando che sia più conveniente per loro.Il dibattito in merito verte su due punti: il campanilismo puro e semplice, che per noi è un valore importante, e la necessità, oggi prevista anche dalle leggi, di accorpare servizi amministrativi. 

Ma qualunque sia la scelta, ecco la conclusione, non ne deriveranno drammi né crolli ma soltanto, ed eventualmente. maggiori o minori vantaggi o svantaggi amministrativi. Su questo il dibattito politico è apertissimo e interessante, per chi ama la politica, da seguire. Non siamo invece davanti a scelte come quelle se muoverci guerre, intendo quelle vere, tra le colline e la pianura, tra l'est e l'ovest della nostra bella Valdera. 

Per scrivermi: m.mannucci@yahoo.it

Mario Mannucci
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