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giovedì 08 dicembre 2016

Lavoro giovedì 18 settembre 2014 ore 19:11

Lavoro, ancora un anno nero

In provincia per il 2014 il saldo tra ingressi e uscite dal mondo del lavoro si chiude a meno 1460 unità. Flessione più marcata tra donne e stranieri

PISA — Alla fine anche il 2014 si chiuderà con il segno negativo per quanto riguarda il saldo delle nuove assunzioni in un anno si sono persi altri 1460 dipendenti. Anche nella provincia di Pisa la variazione occupazionale prevista per l'anno in corso è contrassegnata dal segno negativo: seppur in riduzione rispetto al 2013 (quando raggiunse quota meno 1.780) la differenza tra le 3.480 entrate e le 4.940 uscite previste, infatti, determina un saldo di meno 1.450 unità. A dirlo sono i dati dell’indagine nazionale Excelsior, realizzata da Unioncamere nazionale in collaborazione con il Ministero del Lavoro e diffusi oggi dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Pisa.

In Italia invece questa è la situazione: tra lavoratori stagionali e non stagionali, le imprese con dipendenti operanti in Italia, nel 2014 prevedono 613mila ingressi contro 785mila uscite per dimissioni, pensionamenti o contratti in scadenza non rinnovabili con un saldo di meno172mila.

“Desta preoccupazione – spiegano dalla Camera di Commercio - rilevare che solo 12 imprese su cento intendono effettuare assunzioni di personale. Tale percentuale aumenta tra le aziende esportatrici ed innovative, ma di pochi punti: rispettivamente del 16per cento e del 15per cento. Le assunzioni considerate di difficile reperimento sono passate dal 12 al 15per cento”.

“I risultati dell’indagine – dichiara il Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Pierfrancesco Pacini – evidenziano il permanere di una grave crisi occupazionale nella nostra provincia. Qualche moderata performance positiva, ma non sufficiente a recuperare la capacità occupazionale di qualche anno fa, si ha tra alcune imprese votate all’export e tra quelle dei settori innovativi. Da rilevare inoltre la domanda di manodopera specializzata da parte delle aziende produttrici. Occorrono più lavoratori qualificati – aggiunge Pacini – e in questo campo le istituzioni possono giocare un ruolo determinante nel facilitare l’incontro tra la scuola ed il mondo dell’impresa”.

Sempre secondo lo studio di Unioncamere variazioni occupazionali negative si osservano nella quasi totalità dei comparti dell'industria pisana e tra queste le più marcate riguarderanno le costruzioni meno 280 unità, ma anche la metalmeccanica-eletronica meno 180 lavoratori, il sistema moda ed il legno-mobili registra una flessione di 130 addetti. L’unica eccezione è rappresentata dalle public utilities, che registrano un saldo prossimo a zero. Nei servizi i saldi, tutti negativi, saranno compresi tra le meno 230 unità del commercio ai meno 30 degli studi professionali. Male anche turismo e ristorazione che lasciano sul campo 120 lavoratori.

I nuovi assunti in modo “stabile” (ossia a tempo indeterminato, o con contratto di apprendistato) sono 1.120, mentre 2.340 assunzioni saranno a termine. In provincia di Pisa 1.010 assunzioni, il 29per cento del totale, saranno part-time.

Delle 3.490 assunzioni programmate nel 2014, 350 saranno rivolte a laureati, 1.530 a diplomati della scuola secondaria superiore e 550 a persone in possesso della qualifica professionale e 1.050 riguarderanno figure per le quali non verrà richiesta una formazione scolastica specifica. Al di là della consistenza delle assunzioni, il 2014 conferma la tendenza, nella provincia, verso un innalzamento della richiesta di scolarità. In provincia di Pisa il fenomeno riguarda soprattutto la componente dei diplomati. Più nel dettaglio, cresce di 1 punto (dal 9 al 10 per cento) la quota di laureati, mentre aumenta di 8 quella dei diplomati (dal 36 al 44per cento). Laureati e diplomati insieme detengono quindi il 54per cento delle assunzioni programmate per il 2014: una quota superiore di 6 punti alla media regionale e di uno a quella nazionale.

Cosa andranno a fare i nuovi assunti nelle aziende
Nel 2014 le assunzioni di figure high skill (dirigenti, specialisti e tecnici) si attesteranno attorno alle 520 unità, pari al 15 per cento del totale. Le assunzioni di figure di livello intermedio saranno circa 1.660 (per una quota pari al 47per cento del totale), tra i quali 350 impiegati e 1.310 figure tipiche del commercio e dei servizi. Le restanti 1.310 assunzioni previste riguarderanno figure di livello più basso: 820 operai e 490 generici e non qualificati. Da un confronto con il 2013 emerge che, a Pisa, la quota dei profili high skill sulle assunzioni totali programmate vede un aumento di circa 2 punti percentuali.

Tra le professioni più richieste troviamo i profili intermedi tipici del turismo e della ristorazione, ossia cuochi, camerieri e baristi, con circa 760 assunzioni programmate. Seguono artigiani ed operai specializzati (550 lavoratori), ma anche professioni non qualificate nel commercio e nei servizi (420 unità) e professioni qualificate nelle attività commerciali (tipicamente commessi e personale di vendita) con 380 assunzioni.

Sempre secondo lo studio di Unioncamere, nel 2014 le donne saranno ancora una volta più svantaggiate rispetto ai colleghi maschi: la quota di assunzioni per le quali viene espressa la preferenza per una figura femminile, dal 23per cento dello scorso anno, scenderà al 13per cento. Nel 2014 il 26per cento delle assunzioni programmate dalle imprese pisane interesserà giovani con meno di 30 anni: nel 2013 era il 30per cneto. L’anno in corso, inoltre, evidenzia, nella provincia, un ulteriore calo delle assunzioni di lavoratori immigrati, la cui quota sul totale è pari al 13per cento (era il 18per cento nel 2013).

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