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martedì 26 luglio 2016

Attualità martedì 26 agosto 2014 ore 12:54

Martini e quel traguardo a Peccioli

Peccioli gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. Alfredo Martini si è spento all'età di 93 anni. Negli anni '70 fu direttore della Ferretti

PECCIOLI — Non era di Peccioli, ma i pecciolesi gli avevano conferito la cittadinanza onoraria. Non solo, era stato anche direttore sportivo della società Ferretti di Capannoli, con cui vinse il Giro d'Italia nel 1971. Alfredo Martini se ne è andato lasciando un grande vuoto anche nel mondo del ciclismo della Valdera. 

La proposta di nominarlo senatore a vita, avanzata alcuni mesi fa e non accolta, aveva trovato molti sostenitori in provincia di Pisa tra cui anche l'assessore comunale Salvatore Sanzo. Nel 2013 era stato l'ospite d'onore alla celebrazione della 60esima edizione della coppa Sabatini a Peccioli in una delle sue ultime apparizioni in pubblico.

Martini, che aveva ricevuto anche la cittadinanza onoraria di Castagneto Carducci, era nato nel 1921 a Sesto Fiorentino aveva corso dal 1941 per oltre 20 anni come professionista, portando a casa vari successi. Ma la vera fama la raggiunse prima come direttore sportivo della Ferretti e della Sammontana tra il 1968 e il 1974. Nel '75 diventò ct della nazionale di ciclismo e in questo ruolo guidò i grandi campioni di quegli anni Moser, Saronni, Bugno per ricordarne alcuni. Nel 1998 diventò presidente onorario della Federazione Ciclistica italiana. Alla sua figura umana e di sportivo sono stati dedicati vari libri che raccontano l'epopea del ciclismo italiano.

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