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domenica 17 dicembre 2017

Politica domenica 03 dicembre 2017 ore 16:30

"Alla sinistra serve una nuova organizzazione"

Alessio Antonelli (Mdp) spiega perché ha scritto al Financial Times e cosa rischia la sinistra se arriverà divisa alle elezioni, anche a Pisa

CASCINA — Con una lettera al Financial Times, pubblicata non integralmente dal giornale britannico, l'ex sindaco Alessio Antonelli ha voluto dare il proprio contributo alla discussione circa l'avanzata dei movimenti di destra in Italia. 

La tesi sostenuta da Antonelli, sconfitto nel 2016 per una manciata di voti dalla leghista Susanna Ceccardi, è che gran parte delle colpe sono state interne alla sinistra. "La Lega nord - ha scritto Antonelli - non ha vinto solo ingenerando paura nei cittadini, ma è stata capace - a prescindere dalla pochezza della candidata -, di 'cogliere l’attimo', quello dell’implosione della sinistra. Cascina è lo specchio dell’Italia e la sconfitta del 2016 non può e non dovrebbe essere archiviata come un inciampo del candidato locale, come purtroppo la parte renziana dei democratici vuole far credere".

La tesi dell'ex sindaco si basa sull'analisi del voto: "Analizzando i risultati della consultazione, si rileva che la coalizione guidata da Susanna Ceccardi ha vinto di soli 101 voti, l'elettorato della Lega nord e degli altri partiti di centrodestra risulta stabile rispetto alla tornata elettorale precedente. A crollare è stato invece il numero dei votanti in favore della coalizione di centrosinistra, in particolare il voto per il Partito Democratico. Alla fine dei giochi, nel giugno 2016, a Cascina, non è la destra che ha ottenuto più voti, è il Pd che li ha persi. Dimezzati. Hanno preferito accanirsi sul proprio candidato piuttosto che pensare a sconfiggere la Lega nord".

Ad Antonelli, che nel frattempo è tornato a fare l'ispettore assicurativo e a guardare la politica con un po' di distacco, pur aderendo a Mdp dopo aver lasciato il Pd, chiediamo perché ha scritto al Financial Times e cosa auspica per il futuro della sinistra.

"Ho scritto al giornale - ci dice - per dare il mio contributo, per certi versi laico e disinteressato, su come stanno realmente le cose, non soltanto a Cascina. L'avanzata delle destre è preuccupante, ormai non si vergognano più di certi atteggiamenti tracotanti, mentre la sinistra è ancora incapace di dare risposte concrete alle emergenze sociali che affliggono i cittadini".

Quindi, che deve fare la sinistra? "C'è bisogno di dar vita nuove forme organizzate, capaci di superare la logica dei vecchi partiti e in grado di dare risposte concrete, per recuperare l'elettorato perso".

Aderendo a Mdp, come vede Antonelli la "Cosa rossa" che nasce oggi a Roma? "Sono speranzoso. Grasso è una figura straordinaria e sul suo valore non si discute".

Ma così la sinistra correrà nuovamente divisa... "Vediamo, non è detto che vada divisa. Serve però un confronto serio, sulla base dei contenuti e non sui candidati. Soltanto così la sinistra potrà generare nuovi soggetti politici, capaci di recuperare quell'elettorato che negli ultimi anni si è persa per strada".

Tornando alla lettera al Financial Times e alla sua sconfitta, l'amara constatazione di Antonelli è che ha "rischiato di vincere", nonostante le lotte fratricide interne al Partito democratico. 

"Sembra quasi che al PD convenga rappresentare una città in preda al delirio xenofobo, quando invece il problema principale sta proprio al suo interno e, se vogliamo, in quello di tutta la sinistra italiana. Sì, Cascina è specchio dell’Italia. Il PD si frantuma, incapace di riconoscersi come guida del centro sinistra italiano, implodendo su sé stesso. Il mio errore è stato quello di ripensare una città guardando al futuro prossimo, costruendo nuove scuole ecosostenibili e lottando contro un sistema dirigenziale lobbistico. Una visione di fatto contrastante con la linea che si stava instaurando nel partito. Renzi parla di rottamazione ma quel che ha fatto è solo una sostituzione di potere (con una classe dirigente dimostratasi peggiore delle precedenti). E la destra, nel frattempo, inesorabilmente avanza, cavalcando lo spettro dell’immigrazione, con i suoi neo fascisti capaci di istillare odio, risvegliare razzismo e xenofobia. Alla fine, per la radicalità delle mie scelte, alla luce dei risultati elettorali in Italia (a partire dalla rossa Toscana), non ho perso. Ho rischiato di vincere. E questo nonostante i democratici si siano rivelati un partito fratricida".

"Ora il PD preferisce puntare sul populismo per scippare qualche voto a Forza Italia e ai 5 Stelle e il risultato è devastante. Sì, Cascina è specchio dell’Italia. E questo rafforza la mia consapevolezza che se tutti noi, popolo di sinistra, non iniziamo a pensare in modo diverso, coerentemente con quei valori che ci hanno sempre contraddistinto, vedremo tornare il Paese indietro di decenni".

Rivedremo mai Antonelli in politica?

"Del mio passato di amministratore mi sono stati riconosciuti due primati: sono stato il sindaco al primo mandato eletto con il maggior consenso in Italia nel 2011 (ottenendo quasi il 70% dei consensi). Avevo 37 anni. Esattamente 5 anni dopo, nel 2016, sono stato il primo sindaco toscano a cadere nel confronto con la Lega Nord, dopo 70 anni di governo incontrastato della sinistra. Quest'ultimo primato mi ha portato ad abbandonare la mia esperienza amministrativa e politica con il Partito Democratico. Dopo aver rinunciato ad ogni incarico, sono tornato al mio vecchio lavoro di Ispettore Assicurativo".

"Non è stato un addio alla politica ma arriva un momento in cui è bene farsi da parte: una cosa rara in Italia, dove la gente è abituata ai politici che si riciclano tra partiti, movimenti e aziende partecipate".

Guido Bini
© Riproduzione riservata

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