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sabato 23 settembre 2017

Attualità mercoledì 13 settembre 2017 ore 12:15

Il Comune si unisce al tavolo antifascista

Marco Filippeschi e Simone Millozzi

Il sindaco Filippeschi ha accolto la proposta di Simone Millozzi di unire le forze, assieme all'Anpi, contro i rigurgiti neofascisti sul territorio

PISA — Le iniziative sempre più numerose di gruppi come Forza Nuova, a Pisa come in provincia, preoccupano palazzo Gambacorti e non solo.

"Ripeto che Pisa non è disposta a subire - ha detto in proposito il primo cittadino Marco Filippeschi -. La reazione agli atti di neofascismo ci vedrà impegnati in modo non episodico. Sviluppiamo l’iniziativa già annunciata dal sindaco di Pontedera Simone Millozzi in relazione con l’Anpi. Ci sono importanti adesioni di forze molto rappresentative nella nostra provincia. La riunione di coordinamento è già convocata". 

La proposta di Millozzi è quella di aprire un tavolo antifascista permanente, che veda in prima fila l'Associazione dei partigiani ma che sappia raccogliere anche le numerose associazioni del territorio sensibili al tema.

"Gli attacchi razzisti e minacciosi che sono stati portati alla Chiesa, anche nel caso dell’oltraggio fatto a don Armando Zappolini, - ha proseguito il sindaco di Pisa - e l’annuncio d’iniziative chiaramente fuori dalla legalità, quale quella della promozione annunciata di ronde di picchiatori, rendono necessaria un’azione preventiva degli organi dello Stato contro gruppi dichiaratamente neofascisti e razzisti qual è Forza Nuova. 

Con piena fiducia nell’azione delle istituzioni preposte, per parte nostra in ossequio a quanto garantito dalla Costituzione e dalle leggi e per dare attuazione ai nostri statuti comunali faremo un monitoraggio attivo di tutti i casi che si manifestano. Quelli che configurano ipotesi di reati saranno segnalati all’autorità giudiziaria. Quelli che offendono principii e valori fondamentali della Repubblica saranno contrastati con la risposta democratica, con il richiamo alle lezioni della storia, con l’informazione e con la partecipazione dei cittadini.

Il 5 settembre abbiamo ricordato le leggi razziali volute dal fascismo e firmate dal re Vittorio Emanuele III a Pisa, nel 1938, nella tenuta reale di San Rossore, le discriminazioni che prepararono la Shoah. Pochi giorni prima la distruzione della città per i bombardamenti, le stragi di civili e la liberazione dall’occupazione nazifascista. Non ci stanchiamo di coltivare la memoria dei crimini del fascismo e del nazismo e siamo in piena sintonia con l’iniziativa presa dal Presidente della Giunta regionale della Toscana Enrico Rossi, collaboreremo con la Regione condividendo informazioni e iniziative sulle attività di gruppi neofascisti e razzisti". 

"Abbiamo promosso una riunione - ha quindi annunciato Filippeschi - per coordinare stabilmente l’azione delle istituzioni locali, delle associazioni e delle forze sociali".

Soddisfazione è stata espressa dall'Anpi provinciale. "L'Anpi - ha scritto il responsabile Bruno Possenti - ha condiviso con il Sindaco di Pontedera Simone Millozzi ed il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi la necessità di reagire. Di arginare gli inquietanti semi di odio e di intolleranza che forze di estrema destra stanno spargendo nella società facendo leva sul disagio sociale, economico, nonché sulle legittime preoccupazioni dei cittadini".

"I due Sindaci - ha proseguito Possenti - hanno chiesto all'Anpi di farsi promotrice di un tavolo di lavoro e di uno spazio di discussione aperta, a valenza provinciale, per aggregare tutte le forze civiche, associative, sindacali, politiche della società al fine di coordinare ed organizzare le iniziative che saranno ritenute opportune. Il Sindaco Filippeschi si è reso disponibile ad ospitare i lavori del tavolo presso il Municipio di Pisa. L'Anpi ha raccolto la proposta ed ha promosso un primo incontro con le organizzazioni maggiormente rappresentative al fine di condividere le strategie e promuovere le iniziative in grado di coinvolgere il tessuto democratico della provincia di Pisa nella risposta che il preoccupante fenomeno neofascista richiede".

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