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martedì 06 dicembre 2016

Attualità giovedì 25 febbraio 2016 ore 14:10

La sostenibilità di Geofor

Presentato il bilancio che spiega la realtà sociale e ambientale. L'azienda è al primo posto per redditività. Quadro positivo per i dipendenti

PONTEDERA — Un bilancio che descrive non solo la realtà economica ma anche quella sociale e ambientale. E' quello di sostenibilità presentato questa mattina nella sede Geofor di viale America a Pontedera. I dati, messi insieme da Altis, si riferiscono al 2014.

“E' un bilancio voluto dall'ingegner Catarsi – ha detto il presidente di Geofor Paolo Marconcini - lo abbiamo fatto perché siamo alla fine di un ciclo e si va verso il gestore unico, se i tempi sono rispettati entro la fine del 2016. Il nostro ciclo è completato. Per quanto riguarda il bilancio 2015, che presenteremo a breve, posso anticipare che sarà di segno positivo”.

Come quello 2014 che presentava un utile di un milione e 400mila euro e che colloca Geofor, nell'indice di redditività, al primo posto tra le aziende toscane che gestiscono il ciclo rifiuti. I parametri del bilancio di sostenibilità raccontano la realtà dal punto di vista sociale e ambientale.

A presentare i numeri del 2014 ci ha pensato Ivan Basilico di Altis: “Il bilancio di sostenibilità è uno strumento sempre più usato dalle aziende ed è usato per raccontare il lavoro. Geofor serve 24 comuni (di cui 16 col porta a porta nel 2016, ndr), ha 262 dipendenti e serve circa 360mila cittadini”. Nell'analisi di Altis si è tenuto conto di vari parametri: “Uno importante che emerge è quello relativo agli infortuni – ha proseguito Basilico - nel 2004 furono 60, dieci anni dopo sono solo 28. Anche l'assenteismo ha percentuali buone, sotto il 7 per cento delle ore lavorate”. Per Basilico la situazione dei lavoratori Geofor è positiva: “E' emersa anche un'attenzione, da parte dell'azienda, alla conciliazione vita-lavoro. I lavoratori dispongono anche del fondo pensione Previambiente”. Altro dato positivo è quello che riguarda la percentuale dei rifiuti indifferenziati che sono finiti in discarica: nel 2014 diminuirono del 7,75 per cento.

Bene anche la formazione per i lavoratori, nel 2014 ne hanno fatta per circa 21 ore. Coinvolti, negli anni, più di 20mila studenti in percorsi conoscitivi e di educazione ambientale. Basilico ha citato anche il termovalorizzatore: “Fiore all'occhiello, genera ricavi fino a 600mila euro”. Nel corso del 2014 sono stati eseguiti cinque controlli da parte di Arpat e due verifiche da parte di Asl che hanno tutti avuto esito positivo.

L'amministratore delegato di Geofor Fabrizio Catarsi ha aggiornato i dati: “Questo bilancio di sostenibilità si riferisce al 2014, ma nel 2015 abbiamo superato 300 dipendenti, questo è dovuto alla crescita della raccolta porta a porta. Inoltre abbiamo fatti interventi per mettere in piena sicurezza il termovalorizzatore”.

Il finale della conferenza è stato riservato al futuro e all'arrivo del gestore unico che farà sparire Geofor. Catarsi e Marconcini hanno concordato che l'azienda di smaltimento rifiuti di Pontedera necessità di modernizzare gli impianti. Altri obiettivi la costruzione di un impianto di compostaggio e l'espansione del porta a porta.

Gli obiettivi del nuovo gestore unico parlano, per la fine del 2018, di una raccolta domiciliare che superi l'80 per cento. Il gestore unico Ato Costa servirà una popolazione di circa un milione e trecentomila abitanti. La raccolta domiciliare è quella che si fa col porta a porta oppure tutti quei sistemi, come Igenio o i cassonetti interratti, che non sono h24 e che non sono accessibili a tutti senza controlli.

Nel bacino Geofor nel 2016 la raccolta differenziata raggiunge il 60 per cento, quella domiciliare investe 230mila persone su 360mila.

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