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domenica 31 luglio 2016

Politica sabato 19 marzo 2016 ore 13:23

Il futuro dei dipendenti dell'Unione Valdera

La Cgil si interroga sui 165 lavoratori dell'ente dopo l'uscita dei quattro Comuni: "Ci auguriamo il mantenimento dei livelli occupazionali"

PONTEDERA — Il futuro della Valdera ma anche il futuro dei dipendenti dell'ente nato nel 2008. Il sindacato Cgil è intervenuto sulla questione: "L'annunciata, e oramai formalizzata, uscita di quattro comuni dall'Unione Valdera - hanno detto i responsabili della Cgil - insieme alla necessaria ridefinizione delle funzioni e dei servizi anche dei comuni che restano, stante l'obbligo di legge di associare quasi tutte le funzioni degli enti sotto i 5mila abitanti, preoccupa gravemente sotto vari aspetti". 

Tra gli aspetti che non hanno convinto il sindacato la presenza di troppi dirigenti: "Vanno ammessi alcuni punti deboli sul versante organizzativo: non sempre l'Unione ha migliorato la qualità dei servizi (per esempio nei servizi educativi e in quelli di polizia i cittadini non hanno visto né una vera unificazione né una effettiva razionalizzazione). Spesso l'Unione non ha chiarito il confine tra le proprie competenze e quelle dei singoli comuni. Si è dotata di un apparato dirigenziale eccessivo". 

Dal punto di vista dei dipendenti Cgil ha aggiunto: "Negli otto anni dalla sua fondazione l'Unione ha effettivamente adottato un modello organizzativo che ha reso marginale il ricorso alle esternalizzazioni. Di contro ha fatto eccessivo uso di personale precario assunto direttamente, che non va dimenticato in questo difficile passaggio. L'Unione Valdera ha attualmente alle proprie dipendenze 165 unità a tempo indeterminato di cui 139 derivanti dal passaggio diretto dai comuni associati e 26 derivanti da nuove assunzioni (incluse mobilità)". 

I quattro Comuni che se ne andranno dovranno garantire occupazione ai lavoratori: "Gli Enti recedenti - hanno detto gli esponenti sindacali - come previsto da Statuto, saranno tenuti a ricollocare all'interno della loro dotazione organica i dipendenti che a suo tempo furono trasferiti all'Unione Valdera insieme alle funzioni".

Problema diverso per i nuovi assunti "la cui sorte è definita dalle norme locali solo in linea di principio. Come organizzazione sindacale poniamo l'accento sulla tenuta occupazionale dell'Unione, anche riguardo ai dipendenti stabili". 

In conclusione Cgil ha elencato una serie di punti fondamentali: "Riorganizzazione del sistema dei servizi dell'attuale Unione Valdera in termini di efficienza, efficacia ed economicità a seguito del riassetto delle funzioni che inevitabilmente dovrà essere effettuato, unico modo per garantire a tutti i dipendenti il mantenimento del posto di lavoro in un contesto economico e politico di continue riforme restrittive. Mantenimento dei livelli occupazionali. Soluzione definitiva riguardo al personale comandato da ormai troppi anni. Contrarietà a qualunque forma di esternalizzazione di servizi".

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