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domenica 23 luglio 2017

Lavoro lunedì 17 luglio 2017 ore 13:30

Cobas difende il lavoratore beccato dalla camera

Il dipendente della cooperativa ha raccolto nello stesso mezzo diverse tipologie di rifiuti innescando numerose polemiche e rischiando il posto di lavoro

PONTEDERA — Una storia con molti, troppi, lati difficili da comprendere, secondo Cobas. Il sindacato si riferisce al lavoratore della cooperativa Ati, ripreso mentre raccoglie rifiuti di diverse tipologie e li carica tutti sullo stesso mezzo, noncurante della raccolta differenziata.

"Ora è tutto semplice - hanno detto - il capro espiatorio c’è, la contestazione disciplinare è stata consegnata al lavoratore ma per l’azienda e per il lavoratore non ha nessun valore visto che l’operaio era assunto con un contratto di un mese in scadenza il giorno 7 luglio scorso, questa procedura è utile solo per coprire le responsabilità ATI che ha ricevuto una sanzione di 5000 euro da Geofor".

Il sindacato ha provato a leggere i fatti in questa chiave: "Geofor sanziona ATI che a sua volta chiede i danni al lavoratore che, con questo atto, ha bruciato ogni possibilità di continuare il lavoro, e oggi sul lavoro non si scherza, se ne trova poco o niente in giro. Si dice in ATI, noi non sappiamo se corrisponde al vero e siamo coscienti che si tratta solo di voci di corridoio, che invece la raccolta così come è stata fatta qualcuno l’ha chiesta in modo specifico, ma solo verbalmente. Altre motivazioni che potrebbero indurre a riflettere, sono le condizioni dell’appaltante e dell’appaltatore. Il primo soffre di spese dovute agli ex soci, milioni di euro, che qualcuno deve pagare, chi se non l’utenza che è già pesantemente tassata e caricata? Noi pensiamo che questa spesa (i milioni di euro concessi agli ex soci) la stanno pagando i lavoratori ATI di Pontedera con un contratto estremamente peggiore delle altre aziende di igiene ambientale del pisano, che fanno da facciata alle amministrazioni locali". 

"Il secondo, l’appaltatore, a nostro avviso, è responsabile di una organizzazione del lavoro che non rispetta i contratti individuali dei lavoratori, tagliando gli orari settimanali, allungando i giri di raccolta ma con le stesse tempistiche e gli stessi orari, buste paga incomprensibili che fino a ieri non tornavano mai a nessuno, speriamo che le prossime siano corrette. Siamo convinti che ATI, come nei suoi altri cantieri, avrebbe voluto applicare un contratto migliore, allora perché non è accaduto, Geofor non ha messo soldi sufficienti nel piatto della gara d’appalto? Questo lo possiamo chiedere anche ai 16 comuni della Valdera che pagano il servizio, a quali condizioni e con quali tariffe? Vediamo se, poi, i conti tornano". 

I Cobas chiedono l'archiviazione della contestazione da parte di Ati verso il lavoratore a termine: "Per tornare al fatto specifico, il video che denuncia la raccolta mischiata, ha messo in crisi tutta la filiera, come se il settore dell’igiene ambientale fosse gestito da un gruppo di novizie in attesa di prendere i voti. Purtroppo la corruzione in questo settore è all’ordine del giorno, la provincia di Pisa e i suoi comuni saranno esenti da questo malessere che blocca l’economia locale e nazionale, la ripresa del lavoro, la giustizia ed ogni aspetto di cui, confindustria e molti politici di destra e di sinistra, ci vogliono convincere che il responsabile di tutto sia l’art. 18, e che il Jobs Act sia una pozione magica per lo stato sociale? Questi i punti che hanno risposto alla contesrazione disciplinare inviata al lavoratore: ATI accerta il fatto solo per un caso imprevisto, il video pubblicato che mette a nudo un momento di raccolta carta da parte di un lavoratore a tempo determinato. La raccolta viene effettivamente mischiata a multimateriale, due tipologie di rifiuti riciclabili da effettuare con mezzi distinti. Riteniamo poco credibile che un giovane lavoratore possa commettere un errore così palese visto che allo scarico del mezzo chiunque avrebbe potuto verificare che la raccolta non era avvenuta correttamente e il materiale era mischiato, carta e multimateriale. Riteniamo molto improbabile che un giovane operaio con contratto a termine, con 12 ore di formazione, alla prima esperienza lavorativa, voglia pregiudicare con un errore del genere una eventuale conferma o rinnovo contrattuale per il periodo estivo. Il colloquio tra Cobas e ATI non ha avuto seguito per la sanzione di 5.000 euro applicata da Geofor, sanzione che dovrebbe ricadere sulle spalle del lavoratore. Chiediamo l’archiviazione della contestazione in addebito".

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