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martedì 26 luglio 2016

Attualità giovedì 21 gennaio 2016 ore 14:50

"Hanno protestato per saltare un giorno di scuola"

Luigi Vittipaldi, preside del Fermi

Il preside del Fermi ha chiarito: "Atto di vandalismo. Gli studenti si lamentano del freddo e poi stanno fuori, con temperature ancora più basse"

PONTEDERA — “La protesta degli alunni di non svolgere le lezioni e abbandonare l'edificio è stata assolutamente

arbitraria e contraria ad ogni buon senso e il malfunzionamento dell'impianto di riscaldamento all'edificio ovest è stato causato da un atto di vandalismo del giorno precedente, a seguito del quale la centrale termica, programmata per l'accensione con largo anticipo rispetto all'entrata delle classi alle 7,50, non si è avviata”. Il preside dell'istituto superiore Fermi Luigi Vittipaldi ha chiarito la situazione che si è verificata nei giorni scorsi: “Appena riscontrato il problema, con chiamata d'urgenza, è intervenuta la ditta a cui è affidata la manutenzione della centrale termina. Prima delle 9 ha ripristinato la funzionalità dell'impianto”.

Vittipaldi non ha negato che ci sia stato un disguido: “Ovviamente, per riscaldare l'edificio e raggiungere la temperatura ottimale occorrono alcune ore, per cui il disagio c'è stato di sicuro. Abbiamo verificato, ascoltando le proteste degli studenti presenti, tra i quali uno dei rappresentanti in consiglio di istituto. Ad ogni modo, si è trattato di un evento eccezionale ed imprevisto, da dover gestire nell'immediatezza, comunque con la possibilità di collocare temporaneamente ed eccezionalmente le classi in altri locali riscaldati, senza dover mandar via nessuno: chi è andato via lo ha fatto di propria iniziativa e senza autorizzazione”.

Vittipaldi ha poi ammesso che due aule dell'edificio nord hanno i termosifoni non perfettamente funzionanti, aggiungendo che il problema si verifica a causa della formazione di bolle d'aria: “Il personale dell'Istituto, pur non avendone specifica competenza, provvede periodicamente allo spurgo dell'aria, tuttavia, può accadere che il fenomeno sia più ampio e frequente del previsto, ma comunque monitorato con la coscienza del buon padre di famiglia”.

Vittipaldi si è scusato per il disagio aggiungendo: “Di essere sempre disponibile a valutare ulteriori proposte costruttive e non polemiche”. Il preside ha concluso rimarcando un controsenso nel comportamento degli studenti che sono usciti da scuola: “Credo che protestare sostando all'aperto nel piazzale scolastico o girovagando per le strade cittadine, certamente con temperature molto

inferiori a quelle all'interno degli edifici, appare come un pretesto per saltare un giorno di lezione, a discapito poi degli studenti stessi che protestano. Alla luce di tutto ciò invito studenti e genitori a collaborare con la scuola non assumendo posizioni di chiusura e/o di contrapposizione

ma di alleanza e sostegno reciproco per il raggiungimento dell'obiettivo comune”.

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