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domenica 26 giugno 2016

Attualità lunedì 04 gennaio 2016 ore 14:50

Il caffè? Te lo pago con il bancomat

Un emendamento alla legge di stabilità consente i micropagamenti. Abbiamo fatto un giro nei bar per raccogliere le impressioni dei commercianti

PONTEDERA — Pagare un caffè con la carta di credito: da oggi si può. Lo consente un emendamento alla legge di stabilità promosso da Sergio Boccadutri, responsabile innovazione del Partito democratico, che mira a cancellare il tetto dei 30 euro sotto il quale si potevano rifiutare i pagamenti digitali. Gli spiccioli nel portafogli, insomma, potrebbero perdere una loro storica funzione. 

La legge presentata da Boccadutri introduce anche sanzioni per chi non rispetta la norma, e taglia le commissioni per le microtransazioni fino ai 5 euro. L'obiettivo è quello di ridurre la circolazione delle banconote, favorire la tracciabilità e ridurre i costi relativi alla gestione del contante. Ma cosa ne pensano i diretti interessati?

Quinews ha raccolto un commento a caldo fra alcuni baristi di Pontedera: sono emersi pareri talvolta contrastanti, ma perlopiù si accoglie la novità con un sospiro. "Non siamo ancora pronti - ha detto Manuel Gasperini, del caffè L'Angolo. - E non mi riferisco al cliente: la gente, il caffè se lo pagherebbe con il bancomat. Mi preoccupa piuttosto il modo in cui saranno gestite le transazioni". Il sospetto è che dietro la legge, come talvolta accade, si nasconda l'inganno: "Credo che altri costi dovrebbero essere scaricabili per agevolare seriamente chi fa questo lavoro - continua Gasperini - e poi, se guardiamo all'estero, molto spesso i costi delle transazioni sono ridotti a zero"

Un nota d'entusiasmo arriva invece da Luca Firmani e Lucia Marchetti del bar Beat, in piazza Martiri della Libertà: "Noi ce la caviamo con 17 euro al mese - spiegano - abbiamo un abbonamento per le commissioni sulle transazioni: più ne facciamo, meno spendiamo". "Se supero una certa soglia, cosa che quasi mai accade - sostiene Firmani - le spese diminuiscono". Appena si tocca l'argomento, gli esercenti guardano oltre i confini nazionali: "Ci siamo accorti che all'estero è una realtà consolidata quando abbiamo fatto un viaggio a New York - prosegue il commerciante. - Personalmente, credo che i micropagamenti siano vantaggiosi per il cliente".

Pagare importi minimi con la carta, tuttavia, è più che altro una questione di cultura, ovvero di abitudine. Secondo Firmani, sono pochissimi quelli che decidono di pagare un caffè usando il bancomat: "Ma per altri pagamenti di piccolo importo non è infrequente - puntualizza. - Tempo fa abbiamo ospitato un matrimonio in arrivo da villa Crastan: hanno pagato soprattutto col bancomat per un semplice apertivo".

Sul viale Rinaldo Piaggio è Pasquale Famiglietti, della pizzeria Da Pasquale, a scuotere la testa: "Prima avevo un abbonamento forfettario - ci racconta. - Poi i pagamenti tramite Pos sono aumentati: ora registriamo una media di trecento pos a trimestre: circa cento al mese. Le operazioni gratuite rientrano sempre nel forfettario, a quota fissa, ma le altre transazioni le pago. Quindi aumentano le spese. Certo, gli sconti e le aliquote sulle carte non sono cambiate, o addirittura sono calate, ma alla fine del mese, quando fai il conto, vedi che hai speso di più".

Insomma, nonostante la legge presenti un taglio alle commissioni sui micropagamenti, la novità deve ancora essere inquadrata e digerita dai protagonisti del mestiere, con tutti i suoi pro e i suoi contro. Fra questi ultimi, oltre alle odiate commissioni, c'è un problema molto pratico: "Con i Pos si perde tempo - dichiara il gestore - preferivo la quota dei trenta euro. Mettiamo che la gente si abitui a pagare tutto, anche i caffè, con il bancomat: nell'ora di punta se ho la coda rischio di far attendere il cliente". E in effetti, se si butta un occhio al mondo anglossasone, dove con una debit card si acquista anche una caramella, ci si accorge che in nove casi su dieci alla cassa c'è un dipendente preposto a quell'unica mansione.

Un altro difetto al nuovo sistema lo trova anche Luca Firmani: "Per noi il contante è più comodo - ammette, dietro al banco del Beat - la contabilità è immediata, capisci subito quanto hai incassato. Col bancomat posticipi agli estratti conto. Ma ci si farà l'abitudine".

Filippo Bernardeschi
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