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lunedì 20 novembre 2017

Attualità sabato 11 novembre 2017 ore 18:20

La foglia che cade e 20 anni di rotonde

La rotonda di Giugiaro su La Fila a Peccioli

La prima (1999) fu quella della Peccioli macelloniana, ma Pontedera dilagò non facendosi mancar nulla. A cominciare dagli elefanti indiani

PONTEDERA — Pontedera arrivò dopo perché la prima rotonda artistica (1999) la fece Peccioli col suo vulcanico sindaco e patron della discarica, Renzo Macelloni, per dare un artistico segnale che da lì, sulla Fila costruita dalla Regione e Provincia per facilitare il transito dei camion carichi spazzatura, cominciava il territorio pecciolese. (L'addobbo fu anche contestato politicamente e giuridicamente perché 'tappava' la visuale, ma anche questa battaglia, come molte altre, la vinse Renzo Macelloni).

In tema di rotonde, Pontedera non si è tuttavia fatta mancar niente dando luogo a una rivoluzione della viabilità urbana ed extra urbana che fece parlare la Toscana intera con i famosi elefanti indiani comparsi sulla rotatoria all'imbocco della superstrada. E, su su, con tutte le altre istallazioni più o meno effimere, ovvero con opere d' arte contemporanea prese in prestito o comodato dagli artisti-autori e altre comprate secondo il programma dell'allora sindaco Paolo Marconcini di un'opera all'anno all'anno.Ecco arrivare in città il toro di Cascella - che discussioni, che polemiche! - la ragazza di Vangi e, alla rotonda nella nuova circonvallazione del terzo ponte, la 'Foglia' di Carmassi.

Era il 2005 e, come per altre altre opere di arte contemporanea, Muro di Baj in testa mentre le panchine artistiche di piazza Garibaldi conquistarono più consensi, divisero i pontaderesi e la gente del circondario. Trasformando un po' tutti in critici d'arte, cosa di per sé positiva. (L'Opera più presa in giro, usiamo il termine vero, resta però la rotonda lunare di Ponsacco su cui l'ignota mano, seguace dell'ignoto pasquino che dileggiava in giro le statue e istallazioni pontaderesi, scrissi un celebre "o cos'è?).

La Foglia caduta non è tuttavia il primo 'disastro' artistico perché già in altre occasioni c'erano state distruzioni da vento e pioggia tempestosa, tutte però seguite da aggiustamenti e sostituzioni. Per cui Pontedera, copiata da altri, è ancora la città dell'arte di strada pur se nel frattempo ha operato e opera anche in quella museale. Oggi si apre infatti un'altro mostra al Palp mentre quella sui motori e futurismo ha avuto circa 10 mila visitatori.

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