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domenica 20 agosto 2017

Lavoro lunedì 20 marzo 2017 ore 17:00

Trenta ore a settimana, la Piaggio che vorrei

Il sindacato Usb espone un piano di richieste: "La robotizzazione porterà profitti, diminuiamo l'orario settimanale mantenendo gli stessi salari"

PONTEDERA — In vista di due incontri, in programma martedì e mercoledì, con i lavoratori l'Unione sindacale di base ha tracciato un bilancio della situazione in Piaggio e una serie di richieste che sarebbero necessarie per rimettere in sesto la produzione nello stabilimento pontederese.

"Negli anni scorsi - hanno esordito - si è avviato un processo di progressiva riduzione delle attività nello stabilimento di Pontedera dopo un investimento in India e Vietnam (dipendenti 3612) da cui giungono veicoli, motori e parte rilevante della componentistica, gli ultimi veicoli lanciati sul mercato Liberty e Medley sono prodotti in Vietnam e venduti in Europa. Oltre alla riduzione progressiva di personale abbiamo assistito ad una vera e propria stagionalizzazione della produzione all’interno dello stabilimento. Negli ultimi tre anni sono stati firmati numerosi accordi sindacali per l’attivazione dei contratti di solidarietà difensivi. A luglio 2016 l’azienda ha aperto una procedura di cassa integrazione straordinaria dichiarando circa un migliaio di esuberi".

Oltre alla decentralizzazione del lavoro a preoccupare il sindacato è anche l'imponente progetto di robotizzazione delle linee annunciato dal presidente Roberto Colaninno: "Anche il reparto ricerca e sviluppo è stato interessato da processi di progressivo disinvestimento. Un campanello di allarme che non è possibile sottovalutare. A fronte di ciò solo una piccola percentuale di part-time verticali sarà riassorbita all’interno dello stabilimento. Nel corso dell'ultimo incontro con la direzione aziendale, il presidente Colaninno ha preannunciato un progetto di robotizzazione delle linee di montaggio, per il momento dello stabilimento di Pontedera. Tale progetto, per dichiarazione esplicita dello stesso presidente, comporterà una drastica riduzione degli attuali 2700 addetti, in particolare sulle linee di circa il 50 per cento"

La situazione è negativa anche da un altro punto di vista: "Nel 2018 terminerà la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali, nello specifico i contratti di solidarietà. Cosa succederà a quella data è facilmente intuibile dalle stesse parole del presidente. Nonostante perduri una difficile fase di mercato nel settore delle due ruote, ricavi di gruppo registrati nel 2016 sono significativi. Si rende necessario avviare il percorso per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale. Un percorso che deve coniugare la negoziazione sulle politiche industriali di gruppo, le sue ricadute su dipendenti e indotto, e la necessità di definire il salario integrativo per il prossimo triennio e condizioni migliorative, rispetto a quanto definito dal Ccnl del 26 novembre 2016, della parte normativa".

Per quanto riguarda invece le richieste da Usb hanno le idee chiare. In primis: "Stop alle vendite di veicoli prodotto in Asia per il mercato europeo. Richiediamo che tutti i nuovi veicoli per il mercato europeo siano prodotti a Pontedera e una percentuale del 15 per cento sulla componentistica che arriva dai Paesi Esteri". 

Altro concetto già espresso più volte, lavorare meno per lavorare tutti, queste le parole di Usb: "Riduzione di orario per evitare licenziamenti a seguito della ristrutturazione. Vista la riforma sugli ammortizzatori sociali del Governo Renzi e l’annuncio della Fabbrica 4.0, ( la robotizzazione degli impianti), già iniziata a Pontedera con l’ investimento sul nuovo impianto di verniciatura e il progetto Centauro sovvenzionato con soldi Pubblici dal Mise, Regione Toscana e Comune di Pontedera che potrebbe portare al taglio anche del 50 per cento della forza lavoro".

Un'altra proposta interessante: "Preso atto che l’automazione delle linee porterà un recupero di produttività e di guadagno netto da parte dell’impresa chiediamo un riduzione oraria a 30 ore settimanali a parità di salario per salvaguardare l’ occupazione e risolvere il problema dei carichi di lavoro sulle catene di montaggio visto, anche, l’aumento delle malattie professionali negli ultimi anni".

L'occupazione: "Si richiede - hanno spiegato da Usb - un percorso di stabilizzazione dei Part time verticali e una percentuale del 15 per cento sull’uso di contratti precari a termine, interinali e stagisti. Si richiede il mantenimento dell’articolo 18 per tutti i nuovi contratti a tempo indeterminato".

"Richiediamo - hannno aggiunto - un piano di corsi di formazione proiettati a far accrescere le professionalità di tutti i lavoratori con il raggiungimento del livello di inquadramento. Si richiede un compenso per i lavori usuranti riconosciuti dalla legge e il riconoscimento da parte dell azienda, per una uscita anticipata dalla legge Fornero".

Per quanto riguarda i salari: "Nell'ambito della conferma dell'impianto contrattuale del premio dell ‘integrativo del 2009, si richiede una revisione degli indicatori e degli obbiettivi, togliendo la soglia di accesso. Si richiede inoltre un aumento del valore punto e della quota fissa attualmente erogata come acconto. Si richiede infine la possibilità dell'erogazione del Pdr in un'unica soluzione con la retribuzione del mese di giugno per ogni anno di vigenza contrattuale. Si richiede la definizione di un importo una tantum a copertura degli anni di vacanza contrattuale".

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