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domenica 17 dicembre 2017

Politica lunedì 01 maggio 2017 ore 12:24

"La politica come servizio e non come mestiere"

Andrea Paolucci, consigliere comunale dei Cinque stelle

Nuova replica dei Cinque stelle che rispondono al segretario Pd Tognetti dopo le polemiche sul percorso partecipato per Villa Crastan

PONTEDERA — Da Villa Crastan al ruolo della politica e dei politici. La polemica tra Cinque stelle e Pd è stata innescata dai primi che avevano criticato la scelta del Comune della cooperativa Socialab (di cui fa parte un ex assessore Pd) per gestire il percorso partecipato per il futuro di Villa Crastan

Immediata è stata la risposta del segretario Pd Fabio Roberto Tognetti che aveva sottolineato come per il M5S aver fatto politica (come nel caso dell'ex assessore Cristian Pardossi) fosse "una colpa da espiare".

Nel terzo capitolo della polemica i Cinque stelle hanno risposto direttamente a Tognetti: "Non ci siamo stupiti della risposta nervosa del segretario Tognetti, ma vogliamo rispondergli che per il Movimento 5 Stelle fare politica non è una colpa da espiare come ironicamente sottolinea Tognetti".

"Per il M5S fare politica, quella vera, è un servizio non un mestiere che dura tutta la vita, un onore essere eletti dai cittadini per amministrare la cosa pubblica, mettere al servizio degli altri le proprie conoscenze, competenze, intelligenze, nel corso del proprio mandato, per promulgare leggi che servono per migliorare la vita dei cittadini. Leggi serie sul lavoro e non come quella presa in giro del Job-acts; legge sul conflitto di interessi, della giustizia, una lotta seria alla corruzione, una riforma seria della sanità e non come quella che sta portando avanti il PD in Toscana che sta privatizzando tutti i servizi con la scusa che il pubblico non ha soldi, così chi ce li ha si cura e gli altri si arrangino".

"Si, caro Tognetti, per noi fare politica, significa migliorare la vita dei cittadini, perché come diceva il grande Roberto Casaleggio “se tutti i miei simili stanno bene anch’io sto bene”. Le ricordiamo che per fare politica non occorre avere beni di famiglia, noi facciamo politica autofinanziandoci, e i nostri parlamentari si tagliano lo stipendio destinandoli alle piccole e medie imprese, che più di tutti soffrono della crisi che i vostri governi hanno creato. Capiamo che per il vostro partito abituato ad incassare finanziamenti pubblici, il 2 per mille e anche due euro per votare alle primarie, questo può sembrare impossibile!".

"Inoltre le ricordiamo che noi dopo due legislature, poiché lo ripetiamo, per noi a differenza vostra, la politica non è un mestiere, ma un servizio; andremo a vivere nella vita reale che ci saremo adoperati per rendere migliore e chiuderemo con la politica, consapevoli che un futuro lo troveremo nella vita civile, una volta smesso i panni politici, come lei asserisce".

"Ridicolo sentire l‘esponente di un partito lacerato, da correnti, correntine e spifferi interni, composto da Renziani, Bersaniani, Dalemiani exCivatiani ,ecc.; un partito che ha fatto affari con Mafia Capitale, che ha comuni sciolti per mafia, venire a parlare delle nostre beghe interne e dei nostri fuoriusciti dimenticandosi ancora di quanti personaggi scomodi il vostro partito ha fatto fuori. Si rassegni il PD noi continueremo a fare opposizione dentro e fuori il consiglio comunale, purtroppo per voi siamo diventati la prima forza politica e forse è questo che vi rende tanto nervosi".

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