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lunedì 30 maggio 2016

Lavoro martedì 12 gennaio 2016 ore 14:00

"Questo è un licenziamento politico"

Cobas contro Dna, azienda dell'indotto Piaggio che ha licenziato il delegato sindacale Giacomelli: "Dipendente esemplare, poi negli ultimi mesi..."

PONTEDERA — I Cobas denunciano il licenziamento di un loro delegato da parte di un'azienda dell'indotto Piaggio.

L'associazione sindacale ha spiegato: “Sandro Giacomelli, 58 anni, è stato licenziato pochi giorni fa nella Dna, una azienda dell'appalto Piaggio. Sandro è membro dell'esecutivo provinciale del cobas lavoro privato di Pisa, per noi si tratta di un licenziamento politico”.

La sigla sindacale ha ricostruito la vicenda: “La data del licenziamento è il 28 dicembre. Licenziato per giustificato motivo soggettivo come troviamo scritto nella lettera della azienda, la Dna che poi è solo l'ultima assegnataria del subappalto con un contratto derivante dalla società Ceva che detiene l'appalto per la gestione del magazzino Piaggio”.

Ad avvalorare la tesi dei Cobas il fatto che Giacomelli in tanti anni sia stato un dipendente esemplare: “La giustificazione addotta dalla azienda per licenziare Sandro non sta proprio in piedi. In tanti anni non ha mai avuto una contestazione di addebito, ne sono arrivate ben sei negli ultimi mesi, contestazioni costruite per far fuori dalla fabbrica una presenza scomoda soprattutto ora che sono annunciati 17 esuberi su un organico di 120 dipendenti”. Il sindacato ricostruisce gli ultimi due anni: “Dal 2013 con Dna si sono aperti alcuni conflitti come la vertenza per i buoni pasto, nella primavera scorsa. Lo sciopero ha bloccato la produzione con la contrarietà di Ceva e Piaggio che da tempo spingono per la normalizzazione sindacale negli appalti. Per anni i dipendenti Dna hanno lavorato in una struttura fatiscente, un vecchio capannone con temperature vicino allo zero in inverno e ai 40 gradi nei mesi estivi, Sandro come rappresentante dei lavoratori alla sicurezza ha denunciato alla Asl questa situazione. Per queste ragioni, con la richiesta di 17 esuberi senza peraltro accordare alcun incentivo il licenziamento è un atto politico”.

La strada da seguire è quella della causa in tribunale: “Per quanto sia difficile il ricorso alla Magistratura in tempi in cui la cultura giuridica del lavoro è impostata sul jobs act, non possiamo che andare in Tribunale e impugnare il licenziamento. Negli ultimi anni sono centinaia i licenziamenti di delegati e lavoratori scomodi, proprio da quando hanno introdotto le normative che restringono i diritti, quindi ben prima dei decreti attuativi del jobs e delle tutele crescenti”.

Alla base delle insicurezze dei lavoratori i numerosi cambi di appalto: “All'ombra della Piaggio gli appalti sono cambiati ogni due anni, con licenziamenti della forza lavoro e seguenti riassunzioni. Numerose le aziende che si sono susseguite, questi continui cambi dell'appaltatore rappresentano una costante minaccia ai lavoratori, alle loro retribuzioni e serve sempre grande attenzione per scongiurare cambi di appalto al ribasso. E ora, forti del licenziamento del delegato Cobas, stanno provando a ridurre gli organici e ventilano la trasformazione dei contratti full time in part time”.

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