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domenica 22 ottobre 2017

Politica sabato 09 luglio 2016 ore 16:30

"Rilanceremo l'Unione associando 4 funzioni"

Corrado Guidi, sindaco di Bientina e presidente dell'Unione Valdera

Il presidente Corrado Guidi riflette sul futuro della Valdera ridimensionata: "Sì ai legittimi interessi locali ma guardiamo al generale e collettivo"

PONTEDERA — In un'Unione Valdera ridimensionata dall'abbandono di Chianni, Terricciola, Lajatico e Peccioli, momentaneamente frenata dalla riorganizzazione post polo Alta Valdera di Capannoli e Palaia e disturbata dai mal di pancia di Ponsacco, serve forse una riflessione da cui ripartire. Questo almeno è ciò che prova a fare il presidente e sindaco di Bientina Corrado Guidi che in una lunga lettera dà la sua ricetta per rilanciare l'ente dal "torpore" - politico e non solo - in cui giace ormai da diversi mesi.

Ecco cosa scrive Guidi:

Vogliamo rilanciare il territorio dell'Unione Valdera - pur ridimensionato dal recesso di alcuni comuni - come livello necessario di governo di importanti servizi e politiche pubbliche, non affrontabili singolarmente dai nostri comuni.

L'Unione è nata anche per preservare importanti servizi pubblici sul territorio (sanitari, sociali, scolastici, etc.), nonché per mantenere un peso politico della nostra area nei consessi di livello superiore, e i risultati in molti campi testimoniamo l'utilità di questo ente.

Non possiamo ragionare di entità e servizi locali se non alziamo lo sguardo che i servizi presenti in Valdera sono rivolti principalmente a tutti i cittadini della Valdera stessa. Ospedale, scuole, distretti sanitari, infrastrutture, centri diurni disabili e anziani, case di riposo, asili nido non si possono pensare come appartenenti ad un singolo comune ma devono essere visti e percepiti come appartenenti alla nostra intera comunità ed è e grazie alla loro programmazione territoriale che siamo riusciti ad ottenere importanti risultati rispetto anche ad altri territori.

Ricordiamo che molte funzioni e molti servizi rivolti ai cittadini, perfezionatisi negli anni, sono ormai dati per scontati come i buoni servizio scuola, il Regolamento Edilizio Unitario, lo Sportello Unico alle Attività Produttive, essere in grado di intercettare importanti finanziamenti nel campo dell'housing sociale o del sanitario, e quindi tutti i risultati ottenuti nel sociale e nella fruizione dei servizi scolastici, essere un referente istituzionale per progetti innovativi regionali e nazionali (ultimo il microcredito per la casa), arrivando a ottenere standard qualitativi importanti in tutti i Comuni dell'Unione, anche in quei Comuni che avrebbero meno opportunità.

È pertanto essenziale, soprattutto in questa fase, contemperare ciascun legittimo ma particolare interesse locale con il più generale interesse collettivo di tutti i cittadini della Valdera; su questo aspetto esiziale saremo valutati dalle nostre comunità.

Occorre uno sforzo da parte di tutti per superare la sterilità autoreferenziale sul se dell'Unione Valdera nonostante la presenza di criticità funzionali che non sono affatto da negare ma che debbono essere affrontate e superate capitalizzando i risultati positivi ottenuti finora, che ripeto, forse non valorizziamo abbastanza.
L'Unione Valdera riceve nell'ambito della Regione Toscana – sulla base di parametri oggettivi – il maggior livello di contribuzione, oltre ad essere inclusa nei percorsi di innovazione più significativi (i 3 villaggi digitali riconosciuti dalla regione, il progetto per le scuole Val Val partecipato direttamente dalla Regione, il finanziamento aggiuntivo per la predisposizione del Piano Strutturale di area, la progettualità sociale etc.).

Intendiamo, quindi, rilanciare l'Unione Valdera mantenendo l'asse innovativo intrapreso perseguendo altresì senza incertezze l'obiettivo di associazione di quattro delle dieci funzioni fondamentali, che verranno scelte tra quelle che sono possibili da associare da parte di tutti.

È ancora attuale e lungimirante il filo rosso che permea di sé le ragioni che hanno portato alla nascita della Unione della Valdera: l'idea di una doppia cittadinanza e di pari dignità degli abitanti, la parità di accesso ai servizi per chi in questa area ci lavora e ci vive, la necessità di mettere insieme la straordinaria ed eterogenea vocazione dei singoli territori, la capacità di creare un sistema intelligente tra le importanti infrastrutture materiali ed immateriali che ciascun comune porta in dote.

Una Unione che tenga presente l'organizzazione delle sue zone, salvaguardando il diritto per ciascun ente di scegliere se associare o meno i servizi di natura prettamente comunale. Su tale premessa, è possibile consolidare o attivare - in forma volontaria - sottoambiti omogenei, da inquadrarsi come livelli ottimali per la gestione di questi servizi, dentro la cornice amministrativa e politica dell'Unione della Valdera. Secondo tale impostazione ed in ragione dell'uscita di quattro comuni dell'Alta Valdera, il Comune di Capannoli e quello di Palaia, superata la fase contingente legata alla necessaria continuità nell'erogazione dei servizi ai propri cittadini, ben potrebbero avviare la ricerca di forme nuove e misure ulteriori utili a migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa tramite la ridefinizione del quadro delle funzioni e dei servizi associati.

In questa ottica un passo importante sarà la predisposizione di un Piano Strutturale unitario che dovrà accompagnare il percorso di sviluppo della Valdera, in una prospettiva territoriale che guardi non a domani, ma al 2030. Il procedimento è già stato avviato e siamo fra le 5 Unioni dei comuni ad essere stati ammessi ad un importante finanziamento regionale, vista la bontà e il progetto innovativo.

Lo scenario di questa programmazione strategica dovrà esser governata e partecipata dai Comuni e dai portatori di interesse, guardando in particolare a una visione urbanistica di un'area profondamente integrata con un moderno sistema di perequazione tra territori e comuni, capace di leggere e progettare lo sviluppo sostenibile della Valdera tutta assieme. Dove tutti abbiano i vantaggi di uno sviluppo complessivo che facciano da contrasto ad una visione particolarista che porta vantaggi soltanto a piccole parti di territorio.

Siamo concordi nel realizzare un'azione continuativa nel tempo volta alla riduzione dei costi generali dell'Unione, per poter destinare i maggiori contributi ottenuti – sia a livello nazionale che regionale – ad interventi di natura sociale o di sviluppo locale. In questa direzione abbiamo già avviato un processo di rideterminazione del canone dell’affitto della sede che porterà una riduzione significativa e tangibile (oltre il 30 per cento) della quota di affitto annuo che va di pari passo con una costante attenzione per una vera spending review che sta dando importanti risultati con una sensibile riduzione delle quote di partecipazione da parte dei comuni aderenti.

Ogni intervento di recupero delle risorse sul fronte della spesa e ogni eventuale maggior contributo ottenuto potrà e dovrà esser destinato ad interventi di natura sociale o di sviluppo locale. In questa fase storica in cui la pesantissima crisi economica affanna ancora la serenità di famiglie ed imprese occorre veicolare ogni risorsa disponibile verso progetti di sostegno allo sviluppo economico, attrarre investimenti capaci di creare opportunità nuove di lavoro, aiutare anche con strumenti innovativi il mondo dei giovani nella delicatissima fase tra la fine del percorso scolastico e la ricerca di un impiego, rafforzare la rete di protezione sociale per le famiglie in difficoltà. Lavoro, Scuola, Sociale, Famiglia.

Con questi obiettivi strategici e con questa consapevolezza i sindaci della Valdera supereranno l'impasse che si è venuta a creare poiché il nucleo pulsante dei valori politici ed amministrativi che li accomunano è il senso di servizio verso le proprie comunità: le azioni messe in campo dalle istituzioni pubbliche non possono non essere, ciascuna per il proprio peso, gli strumenti per perseguire l'uguaglianza sostanziale tra i cittadini.

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