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PONTEDERA
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domenica 04 dicembre 2016

Attualità mercoledì 10 febbraio 2016 ore 11:31

Pontedera tiranna della Valdera ?

Lo dicono i quattro esponenti della Lista Civica, e fra loro ci sono due pontederesi. Solo politica contro l'Unione o campanilismo? Vediamo, parliamone.

. — Siamo arrivati al nocciolo duro della questione, dove coesistono politica e campanilismo, realtà e percezione popolare (come il caldo vero e quello percepito): Pontedera è un padre padrone tiranno per la Valdera e non mamma amorosa, per cui i litigi e le dissociazioni fra i comuni sono tutti colpa sua? 

Lo dicono gli esponenti della Lista Civica ispirata al centrodestra, (in Valdera, ovviamente,di opposizione) fra i quali anche due pontederesi, Matteo Bagnoli, già consigliere comunale, e Daniela Luperini, segretaria di Fratelli d'Italia. In tempo di guerra, si fa per scherzare e sdrammatizzare, un plotone pontederse di esecuzione li avrebbe fucilati (al tirassegno delle Castelline) per alto tradimento, come successe a Galeazzo Ciano, il genero del Duce, e agli altri gerarchi che avevano votato contro Mussolini nel gran consiglio del fascismo... 

Nell'atto di accusa dei quattro (gli altri due sono Matteo Arcenni e Mattia Cei) l'Unione è anche considerata un doppione dei comuni e non risparmiatrice, ma qui si entra nella politica pura, dove, fra l'altro, alcune delle 'vecchie' critiche del centrodestra si sono dimostrate, almeno in parte, sensate, visto che qualcosa di simile viene ormai detto anche a sinistra. Scrivono i quattro antitirannici: "i problemi e le criticità sono in gran parte causate dal comportamento del Comune di Pontedera che pur avendo una leadership naturale su tutto il territorio della Valdera non ha saputo usare questo ruolo, in quanto come guida avrebbe dovuto essere generosa con i comuni più piccoli invece di comportarsi da padre padrone tiranno nei confronti degli altri territori".

Più chiaro di cos'... si muore. Ma è vero? Pontedera è tiranna? Per tentar di aprire un dibattito bisogna fare esempi come quello di Pisa che non riesce a coalizzare politicamente e amministrativamente i comuni del suo hinterland, mentre la funzione di Pisa come provincia sta scomparendo e anche tutti noi dovremo abituarci a non citarla più sia nel linguaggio burocratico che in quello di tutti i giorni. Pontedera è in Valdera (più o meno) quello che Pisa è nel cosiddetto piano pisano. Ciò può piacere o non piacere, ma così è, tanto più se diverse funzioni delle prossime ex province saranno assegnate ai distretti e rispettivi capoluoghi, come è Pontedera nella Valdera geopolitica, ovvero intesa non solo geograficamente.

Ma la Valdera e i valderiani, come vedono Pontedera? Padre padrone tiranno o città di riferimento non soltanto forzato (se hai un malore a Buti l'ambulanza ti porta in via Roma a Pontedera e se non vuoi mandare il figliolo a studiare ancor più lontano devi mandarlo nel villaggio scolastico di Pontedera). La mia impressione è che la verità sta nel mezzo, nel senso che proprio tiranna-tiranna la vedono soprattutto i tifosi del Ponsacco nei loro cori, peraltro restituiti, alle partite (a proposito: a chi scrive, chiaramente di fede granata, il derby con i rossoblù manca). Ma nemmeno grande amore ci sembra di vedere perché il campanile, con tutti i sui derivati, conta. 

E per fortuna, visto che in questo mondo che si sta globalizzando anche nelle nostre strade e piazze, il campanile può essere una forza positiva, attiva, da non condannare. Anche se, scendendo alla politica, non è certo un aiuto a un'associazione amministrativa volontaria come l'Unone Valdera. Una cosa diversa dai i comuni, dalle ormai quasi ex province, dalle regioni o dallo stato, frutti non di scelte volontarie ma di leggi.

Per scrivermi: m.mannucci@yahoo.it

Mario Mannucci
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