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domenica 29 maggio 2016

Lavoro venerdì 19 febbraio 2016 ore 12:45

Un quarto d'ora di sciopero, ogni giorno

"Per Piaggio ci sono ancora margini per peggiorare i tempi di lavoro, per gli operai no". In un officina c'è stato un aumento di produzione

PONTEDERA — Nella linea Minivan in 3R l'azienda ha imposto di produrre 19 veicoli e non più 18, pari a 24 minuti di lavoro in più. Per questo gli operai da da due settimane portano avanti uno sciopero quotidiano di quindici minuti. Anche la linea 2 in 2R ha scioperato ieri per mezz'ora dopo il rifiuto dell’azienda di abbassare i ritmi attraverso l’aggiunta di stazionamenti. A farlo sapere sono i delegati Fiom Cgil.

"La Piaggio rifiuta trattative vere - ha detto il delegato Massimo Cappellini - e ai delegati riconosce solo il diritto di dare piccoli suggerimenti su come organizzare meglio il lavoro, al solo scopo di collaborare cosi' all'obiettivo di spingere la produzione fino al limite di sopportazione dei lavoratori e fare uscire dalla linea la produzione prevista, senza possibilmente aumentare i costi per l’azienda".

Una situazione che stona, secondo Fiom, col recente periodo di fermo della produzione: "Questi dirigenti, dopo aver tenuto a casa per mesi gli operai in solidarietà (la linea 2 è stata l’ultima linea a rientrare) adesso sono già li pronti come sanguisughe a succhiare minuti di respiro a chi lavora, con particolare accanimento a quelli che sono già nel luogo più duro della fabbrica, la catena".

Per Fiom serve unità di intenti per contrastare il volere della dirigenza: "Noi non ci stiamo a dare questa collaborazione alla Piaggio. Agli incontri con l'azienda bisogna pretendere risposte serie su richieste chiare che riguardino sempre l’interesse collettivo dei lavoratori. La strada della collaborazione, dei piccoli aggiustamenti individuali, purtroppo seguita da molti delegati da 20 anni a questa parte, ci ha portato solamente a lavorare sempre di più fino ad incidere sulle nostre condizioni di salute.Ma con questi scioperi i lavoratori hanno capito che bisogna seguire un'altra strada, di contrasto alle richieste aziendali e di affermazione delle proprie esigenze, e con questi scioperi dimostrano anche quale e' la vera unità che serve per ricostruire la forza necessaria ad affrontare i problemi reali che ci sono in fabbrica e far capire alla Piaggio che non le è permesso di continuare ad incrementare i suoi guadagni sulla pelle dei lavoratori".

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