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sabato 01 ottobre 2016

Politica sabato 19 marzo 2016 ore 00:05

Unione, dal centrodestra il solito leitmotiv

Fabio Roberto Tognetti, segretario Pd Pontedera

Il segretario del Pd Tognetti: "Non aspettavano altro che l'uscita dei quattro Comuni. Eppure in altre realtà i loro partiti fanno lo stesso"

PONTEDERA — I sindaci di Peccioli, Terricciola, Chianni e Lajatico hanno annunciato l'addio dall'Unione Valdera. Il fatto ha provocato un piccolo terremoto e tanti esponenti politici hanno espresso la loro opinione

Il Pd di Pontdera, tramite il segretario Fabio Roberto Tognetti è intervenuto per rispondere a chi nei giorni scorsi ha criticato l'Unione: "C’era da immaginarselo. L’intero panorama delle forze di destra e di centrodestra locali non attendeva altro che l’ufficializzazione dell’uscita dei quattro Comuni dall’Unione della Valdera per ribadire il solito, ripetitivo, leit motiv propinato in qualunque contesto sulla sua inutilità, sul suo essere un carrozzone pesante e costoso per la cittadinanza. Questo vanno ripetendo da sempre nonostante altrove, in altri contesti territoriali, esperienze istituzionali simili siano state realizzate sotto la guida dei medesimi partiti".

Secondo Tognetti mancano argomentazioni valide per fare opposizione: "Quelle che altrove vengono sbandierate come importanti operazioni di razionalizzazione e semplificazione burocratica, in Valdera, al contrario, vengono criticate e additate come esempi di malgoverno. In questo quadro schizofrenico, il male assoluto viene individuato nel dominio accentratore, quasi feudale, di Pontedera su tutti gli altri Comuni. In tal senso si spiega forse l’ossessione per la sede di via delle Brigate Partigiane". 

Il segretario ha ritenuto legittime le richieste sui costi della sede. Diversa invece la sua visione su Pontedera capitale e despota dell'Unione: "Se da una parte, la necessità di una analisi profonda e minuziosa dei costi, ivi compresi quelli relativi alla sede, risulta essere una richiesta sensata e legittima, ma da questo punto di vista già ci si sta muovendo, dall’altra parte ritenere che la centralità di Pontedera sia determinata dalla presenza di tale struttura va considerata una affermazione quantomeno sbagliata. Chi riterrebbe il Belgio la nazione capofila dell’Unione Europea? Eppure la sede dell’UE si trova a Bruxelles…".

"La centralità di Pontedera - ha ripreso - è determinata non tanto da una precisa e determinata volontà politica, quanto da elementi geografici (la posizione baricentrica nel territorio della Valdera), da elementi infrastrutturali e dalla presenza dei servizi principali (le scuole superiori, l’ospedale, la stazione, la Piaggio)".

Tognetti ha sottolineato i vantaggi di un luogo centrale per tutti gli uffici: "Se di sede vogliamo e dobbiamo parlare vanno allora tenute presenti le motivazioni per le quali una struttura di questo tipo deve essere considerata una necessità e non un mero costo a bilancio. L’Unione nasce con l’intento non solo di fare risparmio, argomento, ripeto, legittimo e importante, specialmente in un momento storico come quello attuale, ma anche, e direi soprattutto, per garantire ai cittadini e alle imprese locali servizi migliori, prestazioni integrate e uniformi per tutto il territorio. La presenza di un luogo unico nel quale tutti i dipendenti possano scambiarsi immediatamente informazioni e competenze diventa pertanto un elemento quasi imprescindibile: come sarebbe possibile portare avanti con efficienza attività sinergiche con i diversi uffici dislocati sul territorio? Piuttosto l’orientamento deve esser quello di procedere spediti verso una diffusione capillare, quella sì, dei servizi per mezzo della rete telematica e della rete fisica dei vari sportelli nei Comuni. In altre parole al cittadino non serve tanto sapere dove si fa “back office”, quanto dove deve recarsi per avere tutte le informazioni necessarie".

In conclusione, per il segretario del Pd locale: "L’ottimizzazione e la razionalizzazione dei servizi, la riduzione dei costi, una piena e concreta attuazione delle famose economie di scala sono tutte esigenze legittime, argomenti importanti e sui quali i nostri amministratori devono confrontarsi e dare risposte. Ma al tempo stesso non possono e non devono in alcun modo determinare il futuro dell’Unione: sarebbe come guardare il dito e non la luna! Chi ha scelto di compiere un altro percorso avrà fatto le proprie valutazioni e sarebbe un errore minimizzare quanto accaduto. La politica è dunque chiamata a confrontarsi in merito alle prospettive, al progetto ultimo di questa istituzione. E anche a spiegare ai cittadini cosa si è fatto di positivo in questi anni e quali possano essere le prospettive future. In questo senso risulta quanto mai necessaria l’apertura di un confronto che coinvolga in maniera più ampia chi ha a cuore il futuro dell’Unione della Valdera. Altrimenti, per l’ennesima volta saremmo costretti a prendere atto che non è più la politica a determinare le scelte, ma la tecnica istituzionale e la necessità di rispondere, volta per volta, caso per caso, alle contingenze amministrative, legislative e burocratiche".

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