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mercoledì 31 agosto 2016

Attualità venerdì 01 agosto 2014 ore 18:23

Quasi settanta attività perse in sei mesi

Sono solo 27 le nuove aperture, flessione rispetto al 2013. L'unico dato in crescita è quello degli ambulanti

PROVINCIA DI PISA — Chi parlava di ripresa economica nella provincia di Pisa con l'arrivo del 2014 deve ricredersi. Non sono positivi i dati dell'osservatorio di Confesercenti relativi ai primi sei mesi del nuovo anno che parlano di 66 attività commerciali che chiudono e 27 che aprono. Anche il settore della ristorazione, che fino allo scorso anno sembrava reggere alla crisi, registra nei primi sei mesi 22 nuove attività a fronte di 44 chiusure.

“Dopo la crisi del 2013, tutti speravamo in un rallentamento della caduta – commenta il direttore di Confesercenti Toscana Nord Marco Sbrana - invece il 2014 sembra essersi avviato verso un peggioramento. Le chiusure continuano, e si registra un’allarmante diminuzione di nuove aperture rispetto al 2013. Adesso sembra aver preso piede un diffuso clima di sfiducia, causato dalla stretta del credito e da un mercato che sta cannibalizzando le imprese più piccole”. Sbrana rivolge poi un appello: “Chiediamo al governo di estendere gli strumenti messi a disposizione da Garanzia Giovani per favorire l’imprenditorialità attraverso un’adeguata formazione, ma anche di prevedere un regime fiscale ad hoc per le start up di impresa”.

Unico settore ancora una volta con il segno positivo è quello degli ambulanti. Tra gennaio e giugno nella provinciadi Pisa sono state aperte 41 attività contro 11 chiusure.

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