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martedì 23 agosto 2016

Politica martedì 23 settembre 2014 ore 11:55

Un progetto europeo per prevenire le alluvioni

Se ne parlerà in provincia a Pisa venerdì prossimo con le Autorità di bacino della Toscana del nord e tutti soggetti interessati

PISA — Territori e istituzioni locali dell’Alto Tirreno italo-francese insieme per prevenire e affrontare al meglio, attraverso la protezione civile i pericoli legati alle calamità meteorologiche: dalle esondazioni agli allagamenti, dal dissesto del suolo alle frane. Se ne parlerà venerdì 26 settembre nella sede della provincia di Pisa che ospiterà l'incontro tra vari soggetti. Per il progetto transfrontaliero dell'Unione europea chiamato Synergie (Sistema di gestione previsionale e operativa per la riduzione del rischio idraulico). L'iniziativa è sviluppata in collaborazione da soggetti pubblici di Corsica, Liguria (con la Provincia e il Consorzio universitario geofisica di La Spezia), Sardegna (con la Provincia di Sassari) e Toscana, rappresentata dalle Province di Lucca (capofila), di Massa Carrara e di Pisa.

Quello di venerdì prossimo sarà un momento di confronto, aperto a tutti gli interessati, su una serie di dati raccolti nei mesi scorsi. L’incontro, ha come titolo Il monitoraggio degli eventi legati al rischio idraulico e idrogeologico e verterà attorno all’illustrazione di alcune delle iniziative messe in campo per contrastare questo genere di criticità nel nostro scenario locale. La scaletta dei relatori comprende: per la provincia di Pisa, il presidente Andrea Pieroni e il funzionario di protezione civile Maurizio Ceragioli; per le Autorità di Bacino, Stefano Sadun (fiume Serchio), Isabella Bonamini e Marcello Brugioni (fiume Arno); per la Provincia di Lucca, il funzionario di protezione civile Francesco Grossi; per la Regione Toscana, Enzo Di Carlo del Servizio Idrologico; per l’Università di Firenze, il dottor Nicola Casagli, del Dipartimento scienze della terra. “Synergie – sottolinea Pieroni – muove dall’analisi del quadro esistente (caratteristiche fisiche e climatiche delle aree interessate, punti critici, zone di sicurezza, beni e comunità umane da tutelare), per elaborare efficienti protocolli di prevenzione di fronteggiamento di eventuali emergenze”.

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