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lunedì 27 giugno 2016

— il Blog di

​Waste & Food

di - mercoledì 30 marzo 2016 ore 17:46

Finalmente a qualcuno è venuto in mente di porre sotto i riflettori … udite udite … lo scandaloso spreco alimentare nei paesi industrializzati. Addirittura tema di una proposta di legge, forse approvata già da qualche ramo del Parlamento, non so. Ma comunque, come sempre, con decenni di ritardo su una possibile prevenzione del fenomeno.

I milioni di tonnellate di cibo buttate nella spazzatura ogni anno offendono come una bestemmia, così come arriva forte allo stomaco il pugno di milioni di persone che, in un anno, di mancanza di cibo muoiono.

Milioni…

Dal seme (produttori, filiere, trasformazione) alla forchetta (consumo familiare, ristorazione, distribuzione), lo spreco alimentare esiste a tutti i livelli e per molteplici cause. Un dato tuttavia stupisce enormemente: poco meno della metà dello spreco alimentare totale si consuma tra le mura domestiche. Ma come è possibile?

Io, da scrupolosa economa (e attenzione… un giorno vi spiegherò la differenza tra parsimonia e tirchieria, perché con questa crisi parsimonia vince tirchieria 5 a 0) non riesco a concepirlo! Se è plausibile un errore di valutazione nell’approvvigionamento di una mensa, di una grande distribuzione, come è possibile che chi cucina a casa sua da anni per la propria famiglia butti nella spazzatura più del 30% di ciò che compra !

Il lavoro da fare per costruire una mentalità di rispetto delle risorse, di utilizzo sostenibile e di non spreco è enorme. Soprattutto partendo dal baratro a cui siamo arrivati. Sulle generazioni future potrebbe lavorare la scuola, ma i genitori spreconi chi li cambia?

Io un’idea ce l’avrei … Perché non far pagare la spazzatura al chilo? Il problema dello smaltimento dei rifiuti è strettamente legato allo spreco, in questo modo pagherebbe chi produce spazzatura e per quanta ne produce… sarebbe un ottimo deterrente. Un criterio che premia comportamenti etici… perché è di questo che si tratta. La produzione di rifiuti è inversamente proporzionale al rispetto per l’ambiente, e il modo per produrne di meno c’è eccome! Passa dalle nostre buone pratiche quotidiane, dalla nostra sensibilità.

Vabbè… io continuo a pagare bollette stratosferiche, ma continuo anche a non sprecare quasi nulla … e tutte le volte che quello che cucino viene consumato interamente provo pure una certa soddisfazione. Tirchieria? Parsimonia? Fate voi.

POLPETTE SPEZZAFAME-SPAZZAFRIGO

Con le ricette degli avanzi e del riciclo si potrebbe scrivere una Treccani gastronomica.

Polpette e polpettoni son per antonomasia “ricettacoli” di qualsiasi tipo di avanzo e hanno la caratteristica di essere veramente appetitose e stuzzicanti.

Così se capita, per la verità a me di rado, ma se capita che avanzi del risotto (in qualsiasi modo) e se capita contemporaneamente di voler far pulizia nel frigo di tutti i rimasugli di affettati, formaggi, verdure non resta che fare delle belle polpette.

Ingredienti:

  • riso avanzato (tutto quello che avete)
  • avanzi di formaggi e affettati vari tagliati a dadini o striscioline (tutti quelli che avete)
  • verdure cotte avanzate sminuzzate alla mezzaluna o piselli (tutte quelle che avete)
  • uova 1 o 2 a seconda della quantità di composto.
  • Pangrattato (passo al mixer il pane avanzato)
  • Olio per friggere

Mescolo tutto in una terrina lascio il composto in frigo ad assodare un’ora o due.

Formo delle pallotte, rigiro nel pangrattato e friggo in olio bollente.

L’unica cosa su cui non transigo è la freschezza degli avanzi cucinati: vanno riciclati nel giro di un giorno, massimo due.

Dopo, se proprio resta qualcosa, ci pensano i miei tesori a quattro zampe.

Pattumiera? No grazie!

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