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"Cacciati dalla palestra i giovani pattinatori"

La denuncia dei genitori e degli atleti della società Polisportiva Pontedera Bientinese. "Siamo stati sbattutti fuori e dal Comune nessuna risposta"

Una foto di gruppo degli atleti della società Polisportiva Pontedera Bientinese

"I ragazzi e le ragazze del pattinaggio di Bientina cacciati dalla palestra e abbandonati in strada". Inizia così la lettera dei genitori, degli atleti e degli allenatori della società Polisportiva Pontedera Bientinese che denunciano una situazione difficile, arrivata all'improvviso e "senza alcuna spiegazione o preavviso", hanno aggiunto. 

"Dopo anni di allenamenti, gare, medaglie e coppe portate a casa con il nome di Bientina sulla maglia, la società - si legge nella lettera inviata a Quinews - è stata sbattuta fuori dalla palestra comunale di via Caduti di Piavola. Un'ottantina di giovani pattinatori, dai quattro ai 23 anni, si ritrovano ad allenarsi nell'igloo a Pontedera, all'aperto, in una condizione di estrema emergenza, su una pista di fortuna dismessa da anni, senza spogliatoi, senza bagni. Tanto che in questa settimana, vista la pioggia, non hanno potuto fare gli allenamenti. E proprio in un periodo in cui si devono preparare per le gare più importanti, campionati regionali, nazionali e Coppa del mondo".

Un fulmine a ciel sereno che le famiglie e i ragazzi non si spiegano. "Una decisione - hanno aggiunto - che ci è stata comunicata un pomeriggio all'improvviso. Non c'è stata nessuna riunione con i genitori, nessuna proposta alternativa, nessun piano B. Solo una porta chiusa in faccia".

E le domande si sommano. "Perché la palestra diventa inutilizzabile per la società nel pomeriggio ma può essere usata la mattina dalle scuole? Questo è il modo in cui l'amministrazione comunale di Bientina tratta lo sport? I suoi giovani? È questo il valore che il comune di Bientina da allo sforzo, alla disciplina, all' impegno dei ragazzi e ai sacrifici delle famiglie?"

I genitori, i ragazzi e gli allenatori però non si arrendono. "Vogliamo fare rumore adesso, farci sentire. Chiediamo pubblicamente - hanno concluso - al sindaco e alla giunta, sperando stavolta di avere risposta, dal momento che fino ad ora è stato solo silenzio, di farci sapere dove dovrebbero andare ad allenarsi questi atleti e perché non è stata trovata una struttura alternativa prima di cacciare la società?"