"Non accettiamo accuse sommarie, non informate e prive di firma". Così il sindaco Dario Carmassi e la consigliera delegata allo Sport, Alessandra Castelli, replicano alla lettera inviata a QUInews da un gruppo di genitori, atleti e allenatori della Polisportiva Pontedera Bientinese, che accusava l'amministrazione comunale di aver "sfrattato" la società dalla palestra.
Secondo quanto spiegato nella lettera, infatti, un'ottantina di pattinatori e pattinatrici, dai quattro ai 23 anni, si è ritrovata improvvisamente a non potersi più allenare nell'impianto di casa per trasferirsi a Pontedera. Ma il Comune, appunto, non ci sta. "Definire i nostri ragazzi abbandonati è un'affermazione non solo priva di fondamento, ma profondamente ingiusta - hanno spiegato sindaco e consigliera - a Bientina negli ultimi anni c'è stato un forte investimento in ambito sportivo, sia dal punto di vista strutturale, per esempio con i lavori per oltre 700mila euro al primo lotto della palestra, sia dal punto di vista promozionale, come con la Festa dello sport".
"Il contratto di gestione era scaduto a Settembre 2025 - hanno precisato - inoltre, la palestra è stata recentemente classificata come scolastica, per cui ogni futuro rapporto contrattuale dovrà tenere conto del primario diritto dell'istituto comprensivo a utilizzarla. La Polisportiva ovviamente era a conoscenza, da almeno due anni, che quello sarebbe stato l'ultimo contratto di gestione e nonostante questo, non ha intrapreso una pianificazione per il proprio futuro, scaricando sull'amministrazione una responsabilità che non le appartiene".
Dunque, si tratterebbe di un passaggio meramente formale, di cui la società era a conoscenza. "Il termine della scadenza del contratto a Settembre è stato proprio per tutelare i ragazzi e garantire la continuità delle attività sportive - hanno proseguito Carmassi e Castelli - l'amministrazione ha agito con eccezionale disponibilità, applicando una tolleranza ben oltre i limiti previsti. Respingiamo quindi con fermezza ogni accusa di abbandono".
"L'obiettivo prioritario è quello di tutelare lo sport come valore e pratica, non garantire una singola realtà privata - hanno concluso - intendiamo fornire la piena continuità delle attività all'interno delle strutture di proprietà pubblica, promuovendo una pluralità di discipline e assicurando l'accesso a tutte le associazioni sportive del territorio. Questo significa bandi pubblici, non appena le condizioni oggettive delle singole strutture lo consentono. Nel caso della palestra, ad esempio, hanno pesato importante azioni di pulizia, poiché la struttura era priva di manutenzione ordinaria, a carico del gestore, e la necessità di stimare su uno storico minimo i costi di utenza. Quelle intestate al gestore erano state da questo staccate da tempo. Rimaniamo disponibili, come sempre, a un confronto costruttivo, leale e rispettoso con tutte le realtà sportive locali".