“Abito qui da anni e non mi era mai successo niente. Questa, anche se piuttosto isolata, è sempre stata una zona tranquilla. Ma adesso ho paura a stare in casa, per me ma soprattutto per mia madre e mia figlia”.
E' preoccupata e in ansia Antonella Curradi, residente a Santa Colomba, una frazione di Bientina, che ieri è stata derubata dei gioielli e di tanti ricordi dal grande valore affettivo. I malviventi, non è chiaro se uno solo o di più, hanno fatto irruzione nell'abitazione, in pieno giorno, entrando da una finestra del primo piano e hanno messo sotto sopra le camere e la mansarda, alla ricerca di tutto ciò che ci potesse essere di prezioso.
“Sono arrabbiata, ma anche molto impaurita”, ha detto la donna che di professione fa l'infermiera. Ad accorgersi del furto, avvenuto mentre era in casa insieme alla madre ma al piano terra, è stata proprio lei, che ha allertato immediatamente i carabinieri. “Spesso, di pomeriggio – ha raccontato - scendo a trovare mia mamma. Quando sono salita nel mio appartamento, al piano di sopra, verso le 19,30 per prepararmi ad andare a lavorare, ho capito subito che qualcosa non andava. Ho trovato la porta di sala che conduce alla soffitta aperta, uno scatolone di legno, di solito adagiato sopra l'armadio, in terra, e un quadro caduto. Ho attivato l'antifurto e chiamato le forze dell'ordine perché avevo il terrore di entrare nelle camere da sola”. E in effetti, appena arrivati i carabinieri, si sono resi conto dell'accaduto. “La stanza di mia figlia era un completo caos. Vestiti sparsi ovunque, cassetti divelti, armadi spalancati e scatoline che contenevano anelli, collane e gioielli d'oro gettate sul letto e vuote. I ladri hanno portato via oggetti a cui tenevo moltissimo. La fede di mio padre, scomparso poco tempo fa, il primo dentino tuffato in oro di mia figlia”.
Stamani Antonella è andata a sporgere denuncia ma al di là dei danni economici, comunque ingenti, di qualche migliaia di euro, tra gioielli e infissi forzati, sono lo sconforto, l'amarezza del gesto e il timore che possa capitare di nuovo a pesare come un macigno. “Abbiamo ancora molti dubbi sulla dinamica che hanno utilizzato per entrare nell'area, che fra l'altro è pure recintata, e spero tanto che non ricapiti, di poter piano piano superare lo spavento”, ha concluso l'infermiera che ha condiviso l'episodio proprio per avvisare i vicini e i residenti affinché prendano le dovute precauzioni per non dover affrontare lo stesso disagio.