E' andata in scena nella mattinata odierna al Castello di Buti, sabato 31 Gennaio 2026, la presentazione della rassegna teatrale intitolata "Un po' per non morire", organizzata dall'Associazione teatro Ets con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Buti. Una location, quella del Castello, che è essa stessa un teatro; uno scorcio, una finestra che è già essa stessa rappresentazione, messa in scena dalla natura e dalla cultura delle persone che ogni giorno vivono il territorio.
A presentare la stagione del Teatro Vittoria di Cascine di Buti erano presenti la sindaca Arianna Buti, la presidente dell'associazione teatro Buti Ets Giulia Traversi, il direttore artistico Dario Marconcini e l'assessore Matteo Traversi. Tanta l'emozione e la soddisfazione nel presentare un programma che rispetta e prende in considerazione l'immensa tradizione teatrale butese; perché nel Comune alle pendici del Serra, il teatro è fonte di vita e di energia.
La stagione verrà inaugurata il 15 Febbraio con lo spettacolo di Daria Deflorian "Quaderno Greta Garbo" un racconto che interroga l'arte della scena ispirandosi al felliniano Ginger e Fred. Il 22 Febbraio, invece è la volta della compagnia pisana I sacchi di sabbia con "Troilo e Cressida" di Shakespeare.
Con l'arrivo della primavera arrivano anche nuovi spettacoli, infatti, il 20,21 e 22 Marzo va in scena "San Paolo, un viaggio nelle sue lettere", spettacolo firmato da Dario Marconcini che mette a correlazione politica ed etica. Il 10 Aprile, invece la compagnia Ventriglia/Garbuggino presenterà "Altre Stanze". A chiudere la prima parte della stagione il 17 Aprile sarà "Archivio Zeta", con Edipo Re, diretto e interpretato da Enrica Sangiovanni.
In autunno, in attesa della riapertura del teatro Francesco di Bartolo, altri due spettacoli nell'autunno a teatro: il 4 Ottobre "Hijos de Buddha", di Nicolo Sordo e il 27 Novembre "Come un cane senza padrone" dei Motus.
"C’è una voglia, da parte dell’associazione, di guardare al futuro. Abbiamo davanti una vera esperta del mondo del teatro, la presidente Giulia traversi, e siamo sicuri che potrà dare un apporto fondamentale a tutto il mondo culturale butese. Siamo in un momento particolare: il teatro non è ancora aperto, ma i lavori non si fermano, Parlo del Teatro Di Bartolo. Come amministrazione mi piace ricordare che il progetto di ristrutturazione è stato concluso e approvato: parliamo di un investimento di 900mila euro - hanno dichiarato la sindaca Arianna Buti e l'assessore Matteo Parenti - Buti è il palcoscenico della Valdera Nord e questo ci riempie di orgoglio, ma anche di responsabilità. L’obiettivo deve essere sempre lo stesso: dare alle persone un'offerta culturale e teatrale che arrivi a tutti e che sia utile per la crescita di una comunità".
Soddisfazione e parole cariche di gioia quelle dalla presidente Giulia Traversi: "Ringrazio l'amministrazione comunale e tutti i cittadini La prima cosa che mi hanno detto è stata: “Devi andare a Buti”. Per me è un onore poter ascoltare quello che mi viene raccontato e quello che mi viene insegnato. La parola di Dario Marconcini è scritta nella pietra. Questa è una stagione che inizia in ritardo: qui partiamo più tardi e finiamo a novembre del prossimo anno. Abbiamo fatto scelte anche un po’ difficili, con il senso di una ricerca più profonda, non commerciale, che vada ad accendere un pensiero o un'emozione dentro le nostre anime".
"Buti è un luogo della memoria. Ho sempre pensato che questo teatro dovesse essere come un monastero: un posto che custodisce la cultura e mantiene vivo il legame con il teatro, capace di portare avanti le culture, anche le più diverse - ha dichiarato il direttore artistico Dario Marconcini - In altri momenti il teatro ha saputo accogliere forme molto lontane tra loro, invitando artisti che poi sono diventati tra i più importanti in Italia e all’estero. C’è stato anche un grande regista cinematografico che è rimasto nella storia. Sarebbe bello mettere tutte le locandine dei primi spettacoli fatti a Buti. La nostra missione è quella di slegare il teatro dalle ottiche di consumo, veloci, che non rispettano il lavoro e la cultura che sta dietro una "semplice" rappresentazione teatrale".