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Biancoforno, "Adesione minima allo sciopero"

La direzione sminuisce la protesta della Cgil e chiede comunque un confronto. Petrucci: "Il sindacato ha scelto la strada della contrapposizione"

"La migliore risposta alla mobilitazione è arrivata direttamente dai lavoratori che hanno preso le distanze e dai numeri". Così la direzione di Biancoforno ha commentato lo sciopero andato in scena oggi, giovedì 1° Ottobre, e organizzato dalla Flai Cgil.

Una protesta che, per l'azienda, non rappresenta affatto l'interezza dei lavoratori. "L’adesione allo sciopero è stata dell’8,5% della forza lavoro - hanno precisato - la Cgil, stamani, ha scioperato da sola. È un dato che rispettiamo, così come rispettiamo il diritto di ogni lavoratore a manifestare le proprie posizioni. Compresi quelli, il 96% dei presenti nel turno, che si sono recati ai cancelli e hanno pubblicamente preso le distanze dalla manifestazione in atto, precisando che quando stava accadendo non li rappresenta".

Tant'è che all'esterno dell'azienda è stato affisso uno striscione molto chiaro: "Noi siamo la Biancoforno, voi non ci rappresentate". Ciononostante, la direzione afferma di aver tentato un approccio con la Flai Cgil. "Ci saremmo aspettati che chi viene a parlare pubblicamente di Biancoforno avesse innanzitutto interesse a conoscere direttamente la realtà dell’azienda - hanno scritto in una nota dalla direzione - parlare di un’industria senza voler verificare come stanno le cose rischia di alimentare una rappresentazione lontana dalla realtà. Noi preferiamo i fatti alla propaganda, il confronto alla contrapposizione".

"Biancoforno sta investendo sul futuro - hanno concluso - abbiamo davanti una fase di grande cambiamento, con importanti investimenti sulla struttura produttiva e sull’organizzazione del lavoro. È in questo contesto che va letto anche il progetto per arrivare a un orario standard per tutti i dipendenti. Inoltre, va ricordata l’ipotesi di accordo sul contratto integrativo aziendale raggiunta con la Cisl. Stiamo lavorando per costruire strumenti concreti a favore delle persone e per rafforzare l’azienda. Questo è il terreno sul quale vogliamo confrontarci". 

Al fianco dell'azienda si è schierato anche Diego Petrucci, vicepresidente del Consiglio regionale, che ha attaccato la Cgil. "Biancoforno è una realtà che dà lavoro a circa 200 famiglie e che va tutelata e messa nelle condizioni di continuare a crescere, non trasformata nel teatro di uno scontro sindacale - ha commentato - la Cgil ha scelto la strada della contrapposizione. I numeri della manifestazione di oggi sono altrettanto significativi: nonostante la passerella del fronte che va dalla Uil al Pd, passando per M5S e Sinistra italiana, si sono visti circa 100 partecipanti, tra cui appena una dozzina di dipendenti Biancoforno. Una mobilitazione che, nei fatti, non ha raccolto il consenso che la Cgil evidentemente si aspettava".

"Non spetta alla politica stabilire chi rappresenti i dipendenti, ma davanti a questi numeri la Cgil dovrebbe chiedersi se la sua strategia di scontro sia davvero ciò che serve in Biancoforno - ha concluso - l'azienda non può essere ostaggio di logiche strumentali e di una mentalità sindacale vetusta, lontana dagli interessi di chi ne fa parte. Il sindacato faccia il proprio mestiere: confronto serio, ma costruttivo, senza pregiudizi. Ora la parola passa all’assemblea: saranno i dipendenti, com'è giusto che sia, a decidere sulla proposta"