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Biancoforno, la mobilitazione non si ferma

La Flai Cgil annuncia una revoca solo se il lavoratore licenziato verrà reintegrato. "La realtà è diversa e la dignità non è negoziabile"

"La mobilitazione verrà revocata soltanto se il lavoratore ingiustamente licenziato verrà reintegrato nel suo posto di lavoro". Non hanno dubbi dalla segreteria della Flai Cgil Pisa che confermano la manifestazione e lo sciopero indetti per giovedì 1° Ottobre davanti ai cancelli della Biancoforno. "Perché la realtà tra i reparti è ben diversa dal futuro radioso su carta", hanno sintetizzato. 

E il riferimento è alla convocazione da parte della direzione di Biancoforno delle lavoratrici e dei lavoratori per presentare un nuovo piano di investimenti e processi produttivi che, a detta dell'azienda, dovrebbe garantire ritmi di lavoro più umani. 

"La comunicazione - hanno scritto in una nota dal sindacato - è arrivata via Pec il 7 Settembre, ma blindata da una clausola di riservatezza, pur trattando di normale gestione organizzativa e diritti fondamentali dei lavoratori. Dietro gli annunci ufficiali emerge un'assenza pesante: nessun tavolo di confronto aziendale o sindacale è mai stato convocato per illustrare nel dettaglio il piano industriale e le sue reali ricadute occupazionali. La situazione reale purtroppo è ben diversa da quanto presentato nei documenti aziendali".

Secondo la Flai Cgil Pisa, al di là degli auspici dedicati al benessere lavorativo e all'innovazione, restano infatti aperte diverse criticità quotidiane che richiedono risposte chiare ed efficaci. "È da tempo - hanno aggiunto - che denunciamo apertamente una palese disparità di trattamento riservata ai nostri iscritti rispetto agli altri lavoratori. A parità di errore, la bilancia della giustizia interna sembra avere pesi ben diversi: agli iscritti Cgil toccano regolarmente pesanti giorni di sospensione, mentre ad altri non viene inflitta neppure un'ora di multa. Un copione già visto, un metodo punitivo inaccettabile di cui Fabio Salvini è purtroppo l’ennesimo esempio lampante: si è voluto colpire lui per mandare un messaggio chiaro a tutti gli altri".

Per questo motivo, la manifestazione e lo sciopero indetti per giovedì davanti ai cancelli della Biancoforno non si fermano. "Lo diciamo con la massima fermezza: la mobilitazione verrà revocata soltanto se il lavoratore ingiustamente licenziato verrà reintegrato nel suo posto di lavoro. Non bastano promesse di orari migliori sul domani se oggi si calpestano i diritti e la dignità delle persone. La nostra mobilitazione continuerà ad essere ferma, intransigente e a tutela di tutti i lavoratori e continuerà fino a quando si renderà necessaria. La dignità, il rispetto dei diritti e delle persone non sono negoziabili", hanno concluso.