Sì al tavolo di confronto invocato dal sindaco Cristiano Alderigi, no al reintegro del lavoratore licenziato, condizione invece non negoziabile da parte della Flai Cgil. È questa la posizione della Biancoforno all'indomani dello sciopero che, se da un lato ha chiamato a raccolta anche alcuni partiti, dall'altro è stato contestato proprio dall'azienda e da alcuni lavoratori che si sono dichiarati in disaccordo con la protesta.
Innanzitutto, infatti, la direzione dell'azienda ha manifestato la disponibilità a partecipare a un tavolo di confronto promosso dal sindaco di Calcinaia. "L’azienda ha proposto a più riprese un confronto e continua a farlo - hanno spiegato in una nota - ma confrontarsi significa sedersi a un tavolo partendo da posizioni anche molto distanti: non può significare pretendere che una delle parti accolga preventivamente la principale richiesta dell’altra come condizione per iniziare a parlare. Se prima di sedersi occorre già accettare ciò che l’altra parte chiede, non si tratta più di confronto".
"Biancoforno ha un processo produttivo estremamente complesso, con caratteristiche per molti aspetti uniche nel settore, e proprio questa specificità ha richiesto negli anni modalità organizzative e di lavoro altrettanto particolari - hanno aggiunto - non abbiamo difficoltà a riconoscere che alcune di queste modalità possano aver comportato sacrifici per chi lavora in azienda. Ma è altrettanto vero che quel modello produttivo ha contribuito in maniera determinante a costruire la competitività di Biancoforno, la sua leadership di mercato, la continuità occupazionale e la solidità economica raggiunta dall’impresa".
"Oggi l’azienda sta già intervenendo per modificare e migliorare alcune di quelle modalità organizzative - hanno proseguito - ma trasformare un sistema produttivo così complesso non può avvenire dall’oggi al domani, né attraverso una semplice dichiarazione di principio: richiede investimenti, interventi industriali, tempi tecnici e una necessaria gradualità. È esattamente su questo terreno che riteniamo utile confrontarci: individuare ciò che può e deve essere migliorato, senza ignorare la complessità industriale dell’azienda e senza mettere a rischio gli equilibri che ne garantiscono competitività e occupazione".
Se sul versante degli orari per i lavoratori sembra esserci maggior disponibilità al confronto, non ce n'è alcuna sul reintegro del lavoratore licenziato. Salvo eccezioni. "Si tratta di un provvedimento esclusivamente disciplinare, relativo a uno specifico e grave episodio verificatosi in produzione - hanno concluso - Biancoforno ritiene quindi il provvedimento pienamente legittimo e non può accettarne il ritiro come precondizione. Ciononostante, si era già dichiarata disponibile persino a discutere anche di questo tema nell’ambito di un vero confronto. La posizione dell’azienda resta dunque semplice e chiara: siamo pronti a sederci al tavolo con tutti, da subito e senza condizioni preventive".