Un tema sensibile, anche a livello nazionale, che sul piano locale aveva già fatto discutere esattamente un anno fa, quando l'amministrazione comunale di Castelfranco di Sotto scelse di abbandonare la Rete Ready, sull'esempio di quanto già fatto da Pisa nel 2018.
Associazione di enti come Regioni, Province e Comuni, la Rete Ready è nata nel 2006 con l'obiettivo di prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. E della Rete fa parte anche il Comune di Calcinaia, anche se l'opposizione consiliare ha criticato l'ultima delibera di Giunta che riguarda proprio le attività inerenti all'adesione.
"Il Comune ha integrato le attività formative legate alla Rete Ready rivolte agli studenti dell'istituto comprensivo affidando tali interventi anche a soggetti esterni - hanno scritto in una nota dal gruppo di Adesso Calcinaia - tra cui Arci, associazione assolutamente inadatta e politicamente esposta per affrontare tematiche così delicate con bambini e adolescenti, ciò fa pensare più alla propaganda che all'educazione".
"Riteniamo fondamentale ribadire che l’educazione su temi sensibili, legati alla sfera affettiva e sociale, rientra nel diritto-dovere primario delle famiglie, come sancito dall’articolo 30 della Costituzione - hanno aggiunto - per questo motivo, ogni iniziativa che coinvolga minori deve essere improntata alla massima trasparenza, al pluralismo e al pieno rispetto del consenso informato da parte dei genitori. La Rete Ready è diventata negli anni uno dei principali canali attraverso cui vengono veicolati finanziamenti pubblici a favore di iniziative che riteniamo caratterizzate da un’impostazione ideologica. Negli ultimi anni tali progettualità si sono concentrate su tematiche legate al mondo Lgbt, con lo scopo di introdurre nelle scuole l'ideologia gender".
Per questo, spiegano dall'opposizione, è stata presentata un'interrogazione. "Abbiamo chiesto chiarimenti - hanno concluso - in merito all’adozione di procedure di consenso informato preventivo ed esplicito da parte dei genitori, alle linee guida impartite ai soggetti esterni per garantire neutralità e pluralismo, e alla pubblicazione dei materiali didattici utilizzati, affinché ogni famiglia possa esercitare un controllo consapevole sui contenuti proposti ai propri figli".