Attualità

La biblioteca comunale diventa un "rifugio"

Adesione al progetto nazionale di una rete di librerie e biblioteche formate sui temi della discriminazione e della violenza di genere o stalking

Silvia Simi e Giulia Guelfi

"A volte basta sapere che esiste un posto familiare, neutro, privo di giudizio, dove puoi andare e in cui nessuno ti chiederà di spiegare perché sei lì". Così l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Calcinaia, Giulia Guelfi, e Silvia Simi, responsabile della Biblioteca comunale hanno annunciato l'adesione della biblioteca al progetto nazionale "i Rifugi", diventando parte di una rete di librerie e biblioteche formate sui temi della discriminazione e della violenza di genere, capaci di offrire orientamento a chi vuole uscire da una situazione di abuso, violenza o stalking. 

"La scelta - hanno spiegato - nasce dalla convinzione che la cultura possa e debba essere anche uno strumento di protezione e di cura".

Cosa significa essere un Rifugio? Non significa trasformarsi in un centro antiviolenza. Significa che il personale della biblioteca è stato formato per fornire informazioni utili, qualora richieste, e per orientare verso i centri antiviolenza del territorio, che offrono ascolto telefonico, colloqui di accoglienza, supporto psicologico e informazioni di carattere legale. La privacy di chi chiede aiuto è garantita al massimo livello: non è necessario presentarsi con il proprio nome né spiegare perché si è lì. È sufficiente entrare e, solo se lo si desidera, chiedere quali informazioni sono disponibili oppure reperirle in autonomia attraverso cartoline, depliant e altro materiale presente nella biblioteca. 

Il progetto nasce dall’idea che librerie e biblioteche siano luoghi particolari: non istituzionali, non intimidatori, ma spazi culturali in cui è più facile sentirsi a proprio agio. È nato nel 2023 dalla casa editrice Settenove, in collaborazione con Percorso Donna APS, con l’obiettivo di creare presidi territoriali antiviolenza diffusi, raggiungendo anche quei Comuni dove i servizi specializzati sono meno presenti. Dal 2025 il progetto è sostenuto dalla Fondazione Giulia Cecchettin, che ha rinnovato il suo sostegno anche per il 2026. 

"Sono molto soddisfatta che la nostra biblioteca abbia aderito a questo progetto – ha dichiarato l’assessora Giulia Guelfi –. Una biblioteca è già di per sé un luogo aperto a tutti, dove chiunque può entrare senza dover dare spiegazioni. Farne anche un punto di riferimento per le donne che vivono situazioni di violenza o abuso significa rafforzare questo spirito di accoglienza e dare un segnale chiaro, ovvero che la nostra comunità non è indifferente". 

Chi si trova in una situazione di difficoltà può dunque entrare in biblioteca, trovare informazioni oppure chiederle a Silvia. È anche sempre possibile contattare direttamente il Centro antiviolenza più vicino: il servizio è gratuito e sono garantiti anonimato e riservatezza. In alternativa, è possibile chiamare il 112, oppure il 1522, numero nazionale antiviolenza e stalking.