La denuncia di Cgil e Flai Cgil sulla campagna di delegittimazione che la Biancoforno avrebbe messo in piedi contro la segretaria generale del sindacato dei lavoratori dell'agroindustria Natasha Merola ha ricevuto la sponda dell'assessora regionale Alessandra Nardini.
La stessa Nardini, infatti ,ha spiegato di aver preso parte all'assemblea incriminata. "L'ho fatto come ho partecipato ad altri incontri, sia istituzionali quando mi era stata affidata la delega al lavoro, che nella mia veste di rappresentante politica del Partito Democratico - ha spiegato - l'ho fatto perché penso sia un preciso dovere quello di sostenere le legittime rivendicazioni di chi chiede di avere un orario di lavoro, di poter conciliare tempi di vita e di lavoro".
"Ho ascoltato testimonianze di lavoratrici e lavoratori esasperati, che amano profondamente un'azienda che sentono anche loro, che hanno contributo a far crescere e che dunque non vogliono lasciare - ha continuato - jo ascoltato racconti di lavoratrici e lavoratori che non riescono ad avere, fuori dalle ore lavorative, una vita privata, che non riescono a potersi prendere cura di figlie e figli, della famiglia, ad avere, legittimamente, del tempo per sé. Perché? Perché, hanno raccontato, non conoscono il proprio orario lavorativo, che di solito viene comunicato tramite WhatsApp il giorno prima".
"Le loro legittime rivendicazioni dunque non possono essere ignorate. né si può pensare di continuare ad evitare il tema spostando l'attenzione e personalizzando lo scontro con la segretaria Natasha Merola - ha concluso - non è la prima volta che accade. Questa, invece, come il sindacato ha giustamente ricordato, è una battaglia collettiva, che vede unite la Flai, anche a livello regionale, la Cgil Pisa e la Cgil Toscana. A questa battaglia ho convintamente aderito fin da subito, e continuo a farlo, auspicando che si possa giungere a una soluzione che tuteli i diritti di lavoratrici e lavoratori e crei, finalmente, un clima positivo tra chi fa impresa e chi ci lavora".
Stessi toni utilizzati anche da Giovanni Russo, segretario provinciale del Partito Democratico. "È inaccettabile - ha commentato - solo pochi giorni fa ho potuto ascoltare le voci preoccupate di lavoratrici e lavoratori impossibilitati ad organizzare la propria vita per la mancata comunicazione degli orari di lavoro con adeguato preavviso. Il confronto torni immediatamente dove deve stare: sul lavoro. Sull’organizzazione dei turni, sulle condizioni dei dipendenti, sui diritti e sulla dignità delle persone. Le imprese sono fondamentali per il nostro territorio, ma crescita e sviluppo hanno senso solo se tengono insieme competitività, qualità del lavoro e dignità delle persone".