Una città a misura di cittadino, in cui le tecnologie e le buone pratiche si incrociano nell'intento di raggiungere una sostenibilità a 360 gradi, declinata sotto tutti gli aspetti. “Perché non si tratta solo di mettere in campo rispetto e attenzione verso l'ambiente ma anche di assicurare un'equità sociale ed economica”, ha detto la sindaca di Capannoli Arianna Cecchini. Il 2026 è appena iniziato e nel primo anno completo di legislatura post elezioni, è tempo di bilanci e programmi per il futuro, tra nuove sfide da accogliere, progetti iniziati da completare e tendenze che si evolveranno gradualmente per intensificare il cambiamento e consolidare i valori condivisi.
Sindaca, quali sono le basi per affrontare questi mesi che verranno?
Il mio mandato è partito con l'adesione alla rete dei comuni sostenibili e da subito abbiamo concretizzato questo impegno. Ne sono testimonianza gli interventi compiuti nelle scuole, con i finanziamenti per l'impianto fotovoltaico all'asilo nido e l'efficientamento energetico del refettorio della scuola dell'infanzia ma anche l'istituzione della Comunità energetica con la collaborazione di una decina di aziende del territorio che vede uno sviluppo rapido in termini di coinvolgimento. Al momento, tanto per fare un esempio, sono già entrate altre ditte e il Comune di Bientina e altre ancora stanno per fare il loro ingresso. Sul fronte dei diritti poi penso all'adesione alla Campagna R1pud1a di Emergency, alla partecipazione del Comune alla marcia della pace ad Assisi e alla mozione per il riconoscimento dello stato di Palestina.
Una presa di posizione chiara..
Dobbiamo decidere da che parte stare e testimoniare con i fatti le nostre priorità. E per noi conta lanciare messaggi trasparenti e scommettere appunto sulla partecipazione dei cittadini. Non a caso abbiamo ottenuto il premio EloGE, promosso dal Consiglio Europeo e da Aiccre, Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa, che viene assegnato a quegli enti che, attraverso un processo strutturato di autovalutazione e confronto con residenti, amministratori e dipendenti, dimostra di rispettare i principi della buona governance democratica.
E come si traduce questa attenzione ai cittadini?
In primis ascoltando, proponendo progetti e avviando percorsi partecipativi. Penso al percorso che abbiamo avviato con i giovani e che si è concluso con la realizzazione di due murales. Del resto sono convinta che la sicurezza pubblica e il decoro dei nostri paesi passino da qui. Se i cittadini si sentono parte attiva di una comunità avranno cura degli spazi e degli edifici che vivono.
Il 2026 invece come si prospetta?
Il nuovo anno si apre per Capannoli, come per tutti gli altri Comuni, con difficoltà legate alle risorse a disposizione, sempre meno quelle inviate dal Governo. Nel nostro bilancio comunque non abbiamo arretrato di una virgola sulle politiche sociali, mantenendo sulla misura gli stessi soldi, non aumentando mensa, trasporti e tasse ma non possiamo far finta che i bisogni non aumentino. Il problema della casa, le questioni che toccano gli anziani, le persone sole, quelle fragili e i disabili crescono mentre diminuiscono gli aiuti su cui i Comuni possono contare. Una realtà complessa e sfaccettata che però, nei limiti delle nostre possibilità, affronteremo.
E, per concludere, per quanto riguarda i lavori pubblici, ci sono sviluppi in vista?
A breve approveremo il Piano operativo comunale ma puntiamo a chiudere i tre interventi al momento in atto, dal valore complessivo di tre milioni di euro. Si tratta dello spazio polifunzionale a Santo Pietro Belvedere, finanziato con i fondi del Pnrrr, della rigenerazione urbana dell'ex scuola elementare di Capannoli, entrambi progetti dedicati alle associazioni, all'incontro di diverse realtà e generazioni e alla socialità e della riqualificazione delle soffitte di Villa Baciocchi.