"L'impianto si trova ormai al limite della praticabilità, non soltanto per le condizioni del terreno di gioco ma anche per le numerose criticità strutturali e manutentive che si trascinano da tempo" . È la denuncia che arriva dal Club Vecchia Quercia e dal Circolino Casciana Terme che raccontano una situazione ormai non più sostenibile, quella in cui versa il campo sportivo comunale “M. Belcari”, di Pietraia, a Casciana Terme, dove le due squadre di calcio amatoriali del paese disputano allenamenti e gare casalinghe.
"La scelta di rendere pubblica la condizione dell'area non nasce - hanno spiegato - dalla volontà di sollevare polemiche, ma dalla constatazione che le numerose segnalazioni e i tentativi di confronto attraverso le vie più informali non hanno prodotto risultati concreti. Dopo aver cercato più volte una soluzione attraverso il dialogo e la collaborazione, riteniamo parlare di problemi che non possono più essere ignorati".
E così toccano vari aspetti. In primis la caldaia. "Nell'ultimo episodio il guasto è stato riparato in tempi relativamente brevi e di questo prendiamo atto e ringraziamo, ma non possiamo continuare a fare affidamento su riparazioni temporanee per un servizio essenziale. Deludente - hanno aggiunto - anche l'esito dei lavori di sistemazione del terreno di gioco, richiesti da mesi all'amministrazione comunale. Dopo innumerevoli solleciti, l'intervento è finalmente arrivato, ma con una quantità di terra di riporto insufficiente, che non ha risolto le criticità preesistenti e ha lasciato il terreno di gioco in condizioni che, in alcuni punti, appaiono persino peggiori di quelle iniziali".
Non è insomma solo una questione di interventi da fare, ma anche di come e quando vengono fatti. "Già lo scorso anno - hanno proseguito - le nostre due società sono state costrette a giocare in altri campi, sostenendo costi gravosi, e sono state esposte a multe per le carenze dell’impianto, ma ancora oggi i nodi restano. Il Circolino ha rischiato nuovamente di non poter disputare una gara a causa dell'impossibilità di chiudere un cancello di accesso, i cui cardini hanno ceduto. In altre occasioni sono mancate persino le bandierine del calcio d'angolo. Al Club Vecchia Quercia è andata anche peggio: ha dovuto disputare una gara casalinga in un impianto distante circa 25 chilometri, pagando l'affitto e provvedendo autonomamente anche alla segnatura del campo. A questo si aggiungono le condizioni delle attrezzature: le reti delle porte devono essere rattoppate praticamente ogni settimana, mentre quelle di protezione, ormai in maggior parte cadute, non impediscono più ai palloni di uscire dall'area di gioco. L'illuminazione è scadente e le criticità vengono puntualmente segnalate anche dagli arbitri e dalla Uisp".
A questo quadro sconfortate si somma la questione relativa all'utilizzo dello stadio “A. Picchi”: "Ci è stato riferito dalla società che gestisce gli impianti sportivi comunali che il Comune avrebbe posto il divieto di utilizzo della struttura da parte delle nostre società, mentre accoglie le partite di altre società da fuori Comune. E questo se da una parte ci fa un po’ ridere, ci fa anche arrabbiare. Ma fatto sta che questa decisione restringe ulteriormente le possibilità di trovare alternative, anche perché, a oggi, non ci risulta siano state proposte soluzioni concrete per disputare le gare a Lari o Perignano, impianti nel nostro territorio comunale che sarebbe più comodo raggiungere".
Ed ecco l'appello. "Non chiediamo Wembley, né pretendiamo strutture all'avanguardia o trattamenti di favore. Chiediamo semplicemente rispetto e attenzione per un impianto sportivo comunale e per un movimento, certo amatoriale, ma che coinvolge complessivamente un centinaio di persone tra giocatori e dirigenti. Persone che dedicano tempo, energie e risorse alla propria passione, contribuendo a mantenere vivoun importante tessuto sportivo e sociale del territorio. Un movimento che ha sempre cercato di mantenere un atteggiamento collaborativo, con richieste ragionevoli e poche pretese. Non chiediamo più promesse generiche, rassicurazioni o interventi fatti tanto per mettere una toppa. Chiediamo - hanno concluso - risposte concrete, un programma di interventi chiaro e tempi certi per la loro realizzazione. Dando anche la nostra collaborazione nella realizzazione degli stessi.Perché fare sport, anche a livello amatoriale, dovrebbe essere un'opportunità da sostenere e non unpercorso a ostacoli".