Attualità

Punto su punto, Febe cuce il fiore della vita

La storia di una donna da poco residente a San Ruffino, con il progetto di girare l'Italia, raccontare la violenza e creare una particolare trapunta

Febe al lavoro

Aveta Daria Febe ha da poco compiuto i 40 anni, è brianzola, cresciuta a Milano e trasferita da pochi anni a San Ruffino, piccola frazione nel Comune di Casciana Terme Lari. La sua è una storia fatta di botte, ricoveri e bambini che soffrono. Una storia, purtroppo, come quella di troppe altre donne in Italia e nel mondo.

Ma alla fine Febe, quel briciolo di serenità che in alcuni momenti sembrava irraggiungibile, poi lo ha raggiunto grazie alla sua tenacia e alla sua forza di volontà. "Io ce l’ho fatta – dice Febe quando si racconta – e la mia storia deve servire a tutti coloro che soffrono, che non hanno pace, per spingerli a non mollare e a far credere loro che alla fine il riscatto arriverà".

Dopo un matrimonio sbagliato e periodi vissuti persino nell'anonimato, Febe ha deciso di girare l'Italia per raccontarsi, portando con sé il fiore della vita, una coloratissima trapunta a patchwork cucita con quei pezzi donati dalle persone dei luoghi in cui lei portava la sua storia.

Rosa dei pastori, rosa carolingia, rosa celtica, stella fiore, stella rosetta, fiore a sei petali, fiore delle Alpi, stella delle Alpi. Comunque lo si chiami, il Fiore della vita si ritrova in molte parti del mondo, in area Italica sin dall'VIII secolo avanti Cristo e l'esempio più antico pare essere un motivo rappresentato su di un gradino di gipso o di alabastro proveniente da uno dei palazzi del re  Assurbanipal e datato al 645 a.C., oggi conservato nella sala assira del museo del Louvre a Parigi.

Considerato un simbolo di geometria sacra, nella cristianità rappresenta i sette giorni della creatività e per Febe è la metafora della vita della donna come portatrice di frutti, di nuove vite.

La trapunta è stata iniziata nella prima metà del 2015, con pezzi di colore rosso a rappresentare la forza delle donne che si uniscono, e via via in Piemonte, in Calabria e in altre località d’Italia, altri petali di altri colori sono stati aggiunti da altre mani laboriose. Ma la cosa più importante per Febe è rispondere al grido di aiuto di questa platea, attraverso il racconto della sua storia, crudele quanto assurda. “E la platea non batte ciglio, quando le parlo - dice orgogliosa Febe - soprattutto quando la incoraggio e le dico che la malasorte può essere passeggera, basta avere coraggio e crederci fino in fondo".

La trapunta, una volta terminata, sarà donata alla Associazione Alfid di Trento, Associazione Laica Famiglie in Difficoltà, che ha dato il primo aiuto concreto a Febe, proteggendola, dandole un tetto e facendola restare in anonimato.

“Altre trapunte – dice Febe – saranno confezionate e regalate, continuerò a girare l’Italia nei miei Quilting day insegnando il patchwork e raccontando la mia vita, nella speranza che sempre meno persone si arrendano alla sfortuna e alla infelicità”.