Dalla cultura al progetto Linking Valdera, passando per il turismo - e le sue ricadute - e la gestione dei rifiuti, che deve cambiare radicalmente. Difficilmente il sindaco Renzo Macelloni si tira indietro sugli argomenti, anzi: dice la sua, senza girarci troppo intorno, non preoccupandosi troppo di chi è a favore e di chi è contrario. E anche su questi temi, a volte più abbottonato per via di novità imminenti che non vuol anticipare, non ha traccheggiato.
Sindaco, un argomento che è stato rispolverato di recente è quello di Linking Valdera, il progetto di mobilità leggera intercomunale. A che punto siamo?
Ne stiamo parlando con il sindaco di Pontedera. Naturalmente, si tratta di un progetto che è stato lanciato anni fa e che, per questo, va opportunamente rivisto e aggiornato all'attualità. Quel che è certo è che, quanto prima, faremo il punto della situazione. La novità è che, senz'altro, abbiamo ripreso seriamente l'argomento e ci stiamo lavorando insieme.
Per il momento, però, prima di anticipare quel che stiamo facendo, vorrei parlarne personalmente con Matteo (Franconi, ndr). Di sicuro prossimamente faremo anche un incontro con la stampa per fornire tutti i dettagli. Quel che posso dire adesso è che abbiamo riaperto il fascicolo e lo stiamo affrontando: è stato ripreso il concetto di Linking Valdera, sul piano della mobilità ma non solo.
Per integrare la Valdera, oltre alla mobilità, potrebbe giocare un ruolo anche la cultura. C'è la possibilità di un progetto unico e collettivo? Magari riprendendo il discorso della Capitale della cultura diffusa...
L'esperienza che abbiamo avuto come Valdera Capitale della cultura non è stata positiva. Ma è una cosa che appartiene al passato, non ci pensiamo. Quel che stiamo facendo a Peccioli, e posso dirlo con chiarezza, lo stiamo facendo anche per tutta la Valdera. Ciò che non siamo riusciti a ottenere con il progetto della Capitale della cultura, lo stiamo raggiungendo da soli, come Comune di Peccioli.
Credo che il nostro impegno sia evidente: stiamo andando molto oltre i nostri confini, allargando il raggio d'azione delle nostre iniziative e lanciando proposte per tutta la Valdera. Per esempio, sul versante del Teatro Era di Pontedera, Peccioli garantisce annualmente circa 250 abbonamenti che vengono distribuiti sul nostro territorio: lavoriamo nella direzione di condividere, sperando di poter avere delle collaborazioni con chi ci sta attorno. Ma, lo ripeto, dev'essere un interesse sincero, altrimenti meglio lasciar perdere. E ancora, con Pontedera c'è una collaborazione anche sul piano ciclistico, con il doppio appuntamento del Gran Premio Città di Peccioli e il Giro della Toscana.
Questi sono punti fermi, che abbiamo consolidato e che speriamo di poter mantenere. Poi, chissà se da questi punti fermi possano nascere anche ulteriori occasioni di scambio e di fare cultura.
Anche il turismo è un tema trasversale, che ha visto crescere Peccioli e che ha effetti sulla Valdera. Che prospettive ci sono?
L'obiettivo della nostra amministrazione comunale è chiarissimo: consolidare questo flusso in aumento dei turisti. E penso sia un obiettivo percorribile. Anzi: se saremo bravi, potrà anche essere implementato. Ci sono le condizioni e lo facciamo volentieri.
Questo impegno poi, va da sé, lo perseguiamo come Comune di Peccioli, sapendo però di avere una capacità di traino su tutta la Valdera. Chiaramente lavoriamo per Peccioli, ma con la consapevolezza di lavorare per tutta la Valdera. I turisti vengono qua, ma non è che si fermano ai confini comunali: non ci sono limiti, si distribuiscono su tutti i comuni della Valdera e questo, naturalmente, non può che farmi piacere.
Penso che, anche in questo ambito, Peccioli e Pontedera debbano avere una visione di Valdera: oltre alle nostre comunità abbiamo una responsabilità più ampia. Noi come amministrazione cerchiamo sempre di dare un taglio alle iniziative che facciamo in modo che possano generare interesse ben oltre Peccioli.
Altro polo d'attrazione, presto, sarà quello del nuovo complesso scolastico. A che punto è il cantiere?
In realtà, in corso ci sono due cantieri. Il primo è quello che riguarda la costruzione vera e propria. Sta procedendo, siamo convinti che nell'arco dei prossimi mesi sarà terminato. Il polo scolastico entrerà in funzione a partire dal nuovo anno scolastico: vedremo se sarà già a Settembre, oppure a Gennaio, durante il periodo delle vacanze. In quel contesto, poi, ci sarà anche la presentazione.
Ed è lì che si aprirà il secondo cantiere: che cosa rappresenterà questo complesso scolastico per Peccioli e per il territorio circostante? Quali opportunità si verranno a creare? Il nostro obiettivo è quello di dar vita a una scuola d'interesse nazionale e che sia elemento di dialogo a Peccioli e in Valdera. Ci stiamo lavorando e, anche su questo, presto daremo comunicazioni precise. Sicuramente, dovrà diventare un punto di stimolo e di collaborazione con tutti coloro che vorranno essere coinvolti.
Infine, un punto sul progetto dell'ossicombustore al Triangolo Verde di Legoli. Come sta procedendo?
La cosa sta procedendo bene. A Maggio sarà chiuso l'iter e riceveremo l'autorizzazione da parte della Regione Toscana per la realizzazione dell'impianto. Ormai è un procedimento definito: tutti i pareri e le istanze arrivate all'interno della conferenza dei servizi sono positive. A breve si chiuderà e potremo iniziare con tutti i passaggi successivi.
In realtà, però, la cosa davvero urgente è un'altra. Nell'ambito dell'Ato Toscana costa, infatti, dobbiamo arrivare ad avere un'unica società, una sola programmazione e una tariffa identica in tutti i comuni. Per fare questo, dobbiamo avere il coraggio di dare incarico a RetiAmbiente di chiudere tutte le società operative locali, ovvero quelle realtà che si occupano operativamente della gestione dell'igiene urbana in territori specifici. Nel giro di sei mesi, massimo otto, dobbiamo chiuderle.
Questa è la precondizione essenziale affinché si possa avere un piano industriale serio. Ma come possiamo pensare che con una decina di società operative, e quindi altrettanti Consigli di amministrazione, si possa avere un piano industriale unico? Lo elaboriamo e poi lo suddividiamo per ogni comune? Come facciamo a contar qualcosa quando, per esempio, nell'ambito di Firenze c'è un'unica realtà? E ci sono colleghi sindaci che sono contenti di questa situazione. Non lo capisco proprio.
Tra l'altro, far questo non è un'ipotesi, ma un obbligo di legge. La gestione del servizio del ciclo integrato dei rifiuti per l'Ato Toscana costa è stata affidata a RetiAmbiente, non ad altri. Poi, l'attività è stata distribuita alle società operative locali: un passaggio che può andar bene agli inizi, ma adesso non più. Continuando così, prima o poi, ci richiameranno all'ordine. Mi pare evidente che ogni scenario diverso dalla chiusura delle società operative e dall'affidamento alla sola RetiAmbiente del servizio sia illogico: ogni Comune non può avere una tariffa diversa, perché il bene ambientale è unico e i cittadini devono contribuire in quota parte. È ora di dire basta a questi piccoli privilegi: in questo caso, piccolo non è bello. Anzi, è dispendioso.