A 13 anni dalla sua morte Dino Gradassi, conosciuto da tutti in paese come "Macario" per la sua istintiva vena comica, la sua indiscussa generosità e la contagiosa simpatia, non poteva ricevere un attestato migliore. Il Comune di Palaia ha deciso di inaugurare, sabato 18 Aprile alle 12, una targa in sua memoria. Lo spazio pubblico al bivio tra via Panoramica e via di Usigliano porterà il suo nome. Perché nessuno può dimenticare quanto tempo, passione e dedizione Macario abbia speso per la sua comunità.
Nato nel 1922 da una famiglia di contadini, da subito Dino ha chiarito quale fossero i suoi veri interessi. "I motori - ha detto la figlia Paola, senza troppi giri di parole - mio padre ha vissuto per le moto, le auto e i camion, che però ha sempre messo anche al servizio della città e dei suoi abitanti".
Fra i primi nel borgo a possedere non uno ma due camion, con cui lavorava, trasportando materiali per edilizia, legna, vinaccia e sansa, utilizzava quegli stessi mezzi per accompagnare i compaesani che avevano bisogno di un passaggio. "Non si tirava mai indietro se qualcuno gli chiedeva di essere portato in ospedale o dal dottore - ha ricordato la figlia - lo chiamavano per i matrimoni ed era ancora lui a guidare il carro funebre. Ma restano famose le occasioni in cui fece salire le persone sul camion per portarle a vedere la processione a San Romano".
Ed è a Macario che si deve l’invenzione del Primo Maggio Palaiese. "Prima - ha continuato - fondò la squadra di ciclismo e poi, anni dopo, spinto dal suo amore per le moto Guzzi, cominciò a organizzare i raduni". Sempre presente e pronto a dare una mano, nelle feste, al carnevale e agli eventi, con i suoi occhialoni e un completo elegante a quadri, Dino ha fatto la storia di Palaia.
“Era stato prigioniero in Russia, durante la Seconda guerra mondiale ed era sopravvissuto rubando pannocchie e patate nei campi - ha raccontato Paola - era un uomo divertente ma anche attento e sensibile. Si prodigava per tutti. Aiutò perfino una famiglia di circensi che arrivò a Palaia in serie difficoltà economiche. Per promuovere il loro spettacolo fece circolare la voce che chi fosse andato al circo avrebbe visto Macario entrare nella gabbia dei leoni. E davvero ci entrò, per tre serate di file".
"Anche come nonno - ha detto Paola - è stato un punto di riferimento per i miei figli Alessandra e Simone, che ha ereditato la sua passione per le moto. Gli ultimi anni non potendo più guidare la Guzzi, andava in giro con un Ciao ma rigorosamente rosso, in omaggio ai colori del suo idolo a due ruote. Per il suo novantesimo compleanno gli hanno consegnato un trofeo e sono state stampate anche magliette in suo onore la cui vendita è andata in beneficenza. Siamo orgogliosi che il Comune, che ringraziamo con tutto il cuore, abbia voluto ricordare babbo con questo gesto. E in fondo intitolare uno spazio a Macario è un modo per riconoscere l’importanza delle persone della sua generazione nelle tradizioni e nelle radici di Palaia".