Attualità

Gruppi ambientalisti contro l'ossicombustore

Manifestazione di protesta contro la realizzazione dell'impianto al polo di Legoli. Striscioni sulla strada della Fila e sit in davanti al Municipio

I gruppi ambientalisti della Valdera hanno protestato ieri a Peccioli contro la realizzazione dell'ossicombustore, impianto di ossidazione termica dedicato ai rifiuti non riciclabili, nel polo impiantistico del “triangolo verde” in località Legoli, e che ha recentemente ottenuto il via libera dalla Regione.

Il progetto esecutivo, secondo le previsioni che il sindaco Renzo Macelloni ha confermato alla commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Gianni Lorenzetti, nel corso della visita alla discarica che si è tenuta venerdì 16 Ottobre, sarà pronto tra un anno, altri tre serviranno per la realizzazione.

All'indomani del sopralluogo, decine di persone di sono date appuntamento alla rotonda Giugiaro e hanno dato il via alla manifestazione seguita da un breve sit-in davanti al municipio di Peccioli. Una protesta vede in prima linea No Valdera Avvelenata, Tat Montefoscoli, Legambiente, insieme ad alte associazioni ambientaliste, che giudicano l'impianto troppo costoso e sovradimensionato, invocando, come riportato nella stessa locandina dell'iniziativa, un "cambio di modello" partendo "Da politiche di contenimento dell'uso di materiali che non possono essere riparati, riutilizzati o riciclati, da strategie per limitare l'importazione del polimero vergine e da scelte concrete per scoraggiare il monouso".

"Abbiamo partecipato insieme a varie associazioni alla manifestazione contro il sistema-Peccioli di gestione dei rifiuti e il progetto di ossicombustore - si legge sulla pagina Facebook di Legambiente Valdera - che candidano la Valdera a pattumiera della Toscana per i prossimi decenni. Manifestazione molto partecipata, cui è seguito un breve sit-in davanti al municipio di Peccioli, che anche il sindaco Macelloni ha potuto vedere entrando nell'edificio. Un comune che ha percentuali di raccolta differenziata sotto il 40%, mentre molti dei comuni della provincia superano l'80%; che non “crede” al riciclaggio e propone il trattamento in impianti che nessuno ha mai finora realizzato su scala industriale, come l'ossicombustore, o il seppellimento in una discarica sempre più grande, si candida a gestire i rifiuti di mezza Toscana".